XVI Convegno Europeo: la nuova alleanza tra Università, Industrie e Nazioni Unite  fa decollare il freddo nei paesi in via di sviluppo, combattendo la fame nel mondo tramite la refrigerazione e la conservazione dei cibi.

Foto di gruppo dei Presidenti del XVI Convegno Europeo sullo scalone d'Onore del Politecnico di Milano da sinistra: E. Buoni (Direttore Centro Studi Galileo),  D. Coulomb (Presidente IIR), T. Phoenix (Presidente ASHRAE), S. Yurek (Presidente AHRI),  E. Macchi (Professore Politecnico di Milano), A. Voigt (Direttore Generale EPEE), M. Buoni (segretario ATF), P.Buoni (Direttore European Energy Center); in ultima fila da sinistra: J. Curlin (UNEP), A. Cavallini (Professore Università di Padova e Presidente Onorario Istituto internazionale del Freddo di Parigi), P. Jonasson (Presidente AREA), H. Halozan (Professore Università Tecnologica di Graz)

Foto di gruppo dei Presidenti del XVI Convegno Europeo sullo scalone d’Onore del Politecnico di Milano.
Da sinistra: E. Buoni (Direttore Centro Studi Galileo), D. Coulomb (Presidente IIR), T. Phoenix (Presidente ASHRAE), S. Yurek (Presidente AHRI),
E. Macchi (Professore Politecnico di Milano), A. Voigt (Direttore Generale EPEE), M. Buoni (segretario ATF), P.Buoni (Direttore European Energy Center);
in ultima fila da sinistra: J. Curlin (UNEP), A. Cavallini (Professore Università di Padova e Presidente Onorario Istituto internazionale del Freddo di Parigi), P. Jonasson (Presidente AREA), H. Halozan (Professore Università Tecnologica di Graz)

Il XVI Convegno Europeo è andato oltre le più rosee aspettative. La qualità dei relatori in aula è stata, come da abitudine della convention mondiale, di massimo livello. Il gotha della refrigerazione è stato, per due giorni, a confronto nell’aula magna del Politecnico di Milano e nel Conference Centre di EXPO2015.
La caratteristica principale del XVI Convegno Europeo è che si è trattato dell’unico evento all’interno di EXPO2015 che ha analizzato il problema della conservazione e preservazione dei cibi argomento fondamentale per l’esposizione universale il cui motto è “Nutrire il Pianeta”. L’evento è compreso nel progetto delle Nazioni Unite “Zero Hunger Challenge UN-EXPO”.
La necessità da parte degli Stati nazionali di intervenire con azioni tese alla conservazione delle materie prime alimentari prodotte è stata ribadita anche da Didier Coulomb che ha dichiarato: “Deve esserci la volontà politica di conservare i cibi”.
La catena del freddo permette infatti di preservarne gusto, proprietà nutritive, consistenza e permette uno scambio delle merci tanto da muovere i nutrimenti verso i luoghi più remoti della Terra.
Appare quindi non completo un meccanismo che parla solo di produzione senza analizzare con dovizia il post. E’ per tale ragione, e anche per smentire le voci che vorrebbero nel mondo una vasta produzione di cibo legata non alle esigenze delle popolazioni quanto agli scambi monetari, che FAO ha organizzato (unitamente a Centro Studi Galileo, Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo e European Energy Centre) il convegno “Nutrire il pianeta, tramite la refrigerazione”. Continua a leggere