Revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili. I risultati delle consultazioni pubbliche

energia e futuroNel contesto della revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili, la Commissione europea ha effettuato una consultazione pubblica sul futuro delle stesse dopo il 2020. Tra i vari risultati emersi, le parti interessate hanno convenuto all’unanimità che vi sono esigenze di:

  • un quadro giuridico stabile e prevedibile dell’UE per le energie rinnovabili;
  • una definizione delle misure complementari per garantire almeno il raggiungimento dell’obiettivo del 27% entro il 2030;
  • sviluppo di un opportuno mercato per le energie rinnovabili.

Le parti interessate hanno chiesto che vengano rimosse le barriere che ostacolano l’attivazione del riscaldamento e del raffreddamento da fonti rinnovabili, cioè la mancanza di strategie energetiche a livello nazionale e locale, la mancanza di risorse finanziarie mirate, di strumenti di finanziamento e la mancanza di progettazione di un mercato elettrico soddisfacente la domanda. La proposta della Commissione di revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili è prevista entro la fine del 2016.

1 milione di posti di lavoro sulle energie rinnovabili. Italia al quarto posto in Europa

azienda-fotovoltaicoGrandi soddisfazioni per gli investitori europei nel settore delle energie rinnovabili. 1 milione di nuovi posti di lavoro e un giro d’affari di 143 miliardi di euro. A delineare questo profilo positivo per un settore che oltre a sostenere le produzioni nel rispetto dell’ambiente crea un giro d’affari di grande significato è il rapporto pubblicato da EurObserv’ER che monitora costantemente i dati sull’energia verde all’interno dell’Unione.
L’italia vede 82.500 occupati ed è quarta nelle nazioni europee. In testa la Germania con 347.400, Francia 169.630 e Gran Bretagna 92.850. A seguire il belpaese Spagna 60.950, Svezia 50.350 e Danimarca 40.900.
Andando ad analizzare in dettaglio le nazioni sul podio troviamo una particolare attenzione nei confronti di eolico, fotovoltaico, biomasse, biocarburanti, pompe di calore e idroelettrico.
L’unico settore in calo è il fotovoltaico legato alle preoccupazioni degli investitori per il calo degli incentivi.
Complessivamente il fotovoltaico ha 120.250 occupati, meno della metà dell’eolico  (314.000) e anche degli impianti a biomasse (306.000).
In italia gli occupati sono così suddivisi: 20.000 eolico, 19.000 biomasse, 10.000 fotovoltaico, 8500 pompe di calore, 5500 geotermico, 5000 biogas.
Ribaltando i dati in cifre le classifica non varia. Italia fissa al quarto posto con 16 miliardi di giro d’affari sui 143,6 miliardi complessivi UE.
Prima la Germania con 32 miliardi, seconda la Francia a 18,9 e terza la Gran Bretagna a 17,2. A seguire Danimarca (12,5), Spagna (7,5), Svezia (6,2) e Austria (5,5).
In generale l’eolico è il mercato più ricco con quasi 50 miliardi di euro di fatturato, seconde le biomasse con 36 miliardi, terzo il fotovoltaico con 15,4. Poi le pompe di calore (13,8), biocarburanti (13,4) e  tutto il resto della galassia verde (biogas, idroelettrico, solare termico e geotermico) a spartirsi i 10 miliardi di giro d’affari residui.