
Da www.u-3arc.org:
Madi Sakandé, Presidente dell’associazione, ha rappresentato U-3ARC alla Cena di Gala Annuale organizzata da IOR a Londra, giovedì 22 febbraio 2024. Al centro della discussione, lo stato del pianeta e i requisiti del settore del condizionamento d’aria e refrigerazione, così come la sfida di soddisfare la crescente domanda con un’offerta di qualità.
L’Africa è un continente in via di sviluppo, che si trova a una svolta e che dipende fortemente dal settore RAC, talmente trasversale da potet essere un trampolino di lancio per un progresso socio-economico senza precedenti. Madi Sakandé, Presidente di U-3ARC, ha ringraziato Graeme Fox, Presidente dello IOR (Institute of Refrigeration), per l’invito tra gli ospiti al 123° Annual Dinner di Londra, che ha condiviso e concordato con il suo discorso.
Appena prima di invitare gli ospiti al brindisi finale, Graeme Fox ha tenuto un discorso sul riscaldamento del pianeta e sulle sempre crescenti richieste nel settore del raffreddamento, in correlazione alla crescita di data center e le tecnologie intelligenti, una nuova sfida da affrontare per il settore.
Fox ha pronunciato un discorso commovente, che riproduciamo integralmente: “Sul tema del pianeta che si sta riscaldando, l’ultimo punto che mi piacerebbe affrontare questa sera riguarda il lavoro che io e Madi Sakandé abbiamo svolto con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ovvero la creazione e la realizzazione della Patente di Guida del Refrigerante o RDL, come è nota – un programma di formazione e certificazione di livello base per tecnici dei paesi in via di sviluppo finanziato dalle Nazioni Unite e sviluppato da esperti internazionali. Perché abbiamo dedicato 10 anni a questo? Perché è importante?”
Quanto rapidamente altre parti del mondo potrebbero acquisire nuove competenze
«In poche parole, il mondo in via di sviluppo ha storicamente spesso utilizzato attrezzature vecchie e dismesse da luoghi come il Regno Unito e l’Europa. L’accessibilità di nuove attrezzature semplicemente non era un’opzione, eppure queste nazioni sono spesso quelle che hanno più bisogno di refrigerazione, per la conservazione dei medicinali e degli alimenti. Mentre noi nei paesi sviluppati stiamo passando da diversi anni a sostanze a basso GWP, gran parte del mondo in via di sviluppo ha continuato a utilizzare HCFC e addirittura alcuni CFC. Le conversazioni che ho avuto con organizzazioni globali di produzione e altri enti commerciali puntano a lavorare solo con GWP il più basso possibile il più rapidamente possibile, e ciò mi ha causato preoccupazioni su quanto velocemente altre parti del mondo potrebbero acquisire le competenze necessarie a farlo, considerando che ho visto di persona quanto difficile questo sia stato per gran parte dell’Europa. E ironicamente sto facendo questo commento solo 2 giorni dopo la pubblicazione dei nuovi regolamenti dell’UE sull’F-Gas, i quali non coprono adeguatamente le preoccupazioni sollevate dall’industria riguardo alla sicurezza nella gestione di refrigeranti altamente infiammabili. Qui le cose si complicano ed è per questo che ho dedicato così tanti sforzi affinché questo programma RDL diventasse realtà:
L’associazione africana U-3ARC ha condiviso di recente un post su LinkedIn intitolato “Aiuto, per favore! I refrigeranti infiammabili stanno uccidendo la nostra gente!“
Il titolo ha attirato l’attenzione, ma purtroppo ha anche suscitato molti commenti inutili: del resto, succede spesso sui social media, vero? In questo caso, però, ha contribuito a mettere in luce un grave problema di percezione che affligge il mondo sviluppato. U-3ARC ha pubblicato l’articolo dopo che uno degli amici di Madi era stato ucciso in seguito all’esplosione di un sistema R600a. Altri 3 persone in quell’edificio sono state ricoverate in ospedale. Questa è la realtà, è un fatto che gli idrocarburi possono essere molto pericolosi in mani non addestrate.
Molti commenti fornivano collegamenti a materiali di formazione o corsi di formazione, il che è utile, si potrebbe pensare. Ma una lezione importante che abbiamo imparato negli ultimi 10 anni sviluppando il programma RDL è che in molti casi gli ingegneri che hanno bisogno di questa formazione hanno capacità di lettura e scrittura molto limitate, avendo spesso frequentato raramente la scuola o solo per pochi anni. La prospettiva per loro di dover affrontare un esame teorico online di 3 ore era assurda e molti semplicemente si bloccavano quando abbiamo condotto i test pilota nei paesi. Le loro abilità pratiche sono spesso solide, ma hanno bisogno di formazione sulla teoria e specificamente sulla consapevolezza dei pericoli legati alla manipolazione di refrigeranti infiammabili, e questo non è qualcosa che può essere impartito nello stesso modo in cui forniamo la formazione qui nel Regno Unito o in qualsiasi altro programma di formazione dei paesi sviluppati.
Utilizzare l’hashtag #GoNatRefs può sembrare bello e far ottenere visibilità attraverso gli algoritmi, ma è inutile nel mondo reale in quanto trascura i veri problemi pratici legati alla rapida transizione a refrigeranti altamente infiammabili, come possono testimoniare in prima persona persone come Madi.»
Considerazioni in merito alla situazione attuale
«Non sto dicendo che non dovremmo fare la transizione. Non sto dicendo che non dovremmo utilizzare la migliore soluzione disponibile per noi in termini di potenziale riscaldamento globale ed efficienza. Ma sto dicendo che solo perché qualcosa è tecnicamente fattibile, non significa automaticamente che all’atto pratico sia applicabile e fattibile ovunque».
I cosiddetti “refrigeranti naturali” verso i quali stiamo con successo passando qui nel Regno Unito e in Europa hanno molte applicazioni, ma sono adatti a ogni sistema di raffreddamento o riscaldamento. Fingere il contrario non aiuta nessuna causa e, al contrario, rende il lavoro che noi tutti facciamo a livello globale ancora più difficile perché i decisori politici amano le soluzioni facili, accolgono con entusiasmo i titoli sensazionalisti e riportano hashtag senza spessp considerare le realtà pratiche del campo.
Questo mette veramente in evidenza una sfida enorme che affrontiamo nel settore RACHP, mentre ci avviciniamo alle net zero emissions e a un’industria più sostenibile nel complesso a livello globale e sottolinea l’importanza di approcci e collaborazioni internazionali come quelli a cui Madi ed io abbiamo partecipato con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente».
Formazione gratuita e continua
«L’IOR e i suoi membri hanno da molti anni sostenuto le buone pratiche attraverso le nostre iniziative, come le risorse di formazione gratuite continuative di REAL Alternatives sulla manipolazione sicura dei refrigeranti alternativi; l’incoraggiamento dell’Africa Centre of Sustainable Cooling; con conferenze sulla catena del freddo e con il lavoro nei comitati internazionali sulle norme di sicurezza e nei codici di pratica. Questo lavoro è ora più importante che mai.
Signore, signori e ospiti distinti, grazie per la vostra attenzione e il vostro sostegno. È stato un enorme onore servirvi, i nostri membri, come Presidente dell’IOR. Mentre continuiamo il nostro impegno per professionalizzare il nostro settore e cambiare la cultura dell’industria in cui operiamo, vi prego di continuare a sostenere il vnostro Istituto mentre ci sforziamo di affrontare questa sfida e contribuire allo sviluppo e all’implementazione di un panorama formativo idoneo a plasmare ingegneri, frigoristi competenti e futuri leader come quelli che abbiamo incontrato questa sera».
