
L’indagine, visionabile in versione integrale cliccando qui, pubblicata sul sito del CRESME mette in primo piano l’impiantistica: circa 190 mila imprese, 800 mila addetti con un produzione complessiva che supera i 110 miliardi!
Notizie meno buone, ma migliori rispetto a quelle degli altri settori quelle relative ai tassi occupazionali. Mentre l’edilizia si attesta su una perdita del 30% circa (quest’anno la prima leggera ripresa dopo 19 trimestri di negativo), il settore “impianti” perde circa il 9%.
“E’ un settore di grandissimo rilievo per l’economia, che è stato in grado di reagire alla crisi in modo dinamico raccogliendo le sfide più importanti dei prossimi anni – sottolineano i dirigenti di CNA -: il risanamento urbano, la riqualificazione, in particolare delle periferie, il green. Interventi indispensabili perché gran parte del patrimonio edilizio italiano è obsoleto e inadeguato alle esigenze più moderne di qualità dell’abitare, ma anche di sostenibilità ambientale”.“
