
Dieci persone sarebbero state coinvolte nell’esportazione illegale di ben 10 tonnellate di R22 dalla Spagna a Panama.
Gli investigatori sostengono che l’azienda, il cui nome non è stato rivelato, avrebbe gestito un traffico di gas refrigerante pur non possedendo la licenza necessaria.
L’inizio dell’indagine risale al 2017, quando il Ministero dell’Ambiente spagnolo è stato informato delle presunte esportazioni illegali. L’operazione è stata condotta dall’Unità di Protezione Ambientale della Guardia Civil (SEPRONA), con il supporto dell’Europol e della gendarmeria francese.
L’R22, che doveva essere classificato come rifiuto pericoloso e distrutto, veniva invece riconfezionato prima di essere immesso sul mercato panamense, senza i necessari documenti di registrazione della tracciabilità del prodotto. L’azienda non rispettava l’obbligo di informare la Commissione Europea circa le sue esportazioni, né si impegnava a fornire dati dettagliati sullo stoccaggio di gas refrigeranti e sul recupero o la distruzione di gas refrigerante, come richiesto dalla legislazione vigente.
