Maxi sequestro al confine tra Turchia e Bulgaria: intercettate 13 tonnellate di R134A

kapitan-andreevo-border-checkpoint-photo-mvr-bgDa coolingpost.com:  Un massiccio sequestro di gas refrigerante R134A, circa 12.977 Kg, ha impegnato le autorità doganali bulgare di Kapitan Andreevo, al confine con la Turchia, lo scorso 23 Gennaio.

Il contrabbandiere, un cittadino turco che stava cercando di entrare in Bulgaria alla guida di un camion, ha tentato di occultare il gas senza dichiararne la presenza e nascondendo un grande quantitativo di bombole usa-e-getta in mezzo a quello che avrebbe dovuto essere il carico ufficiale del veicolo, ossia una vasta quantità di ricambi per automobili. Continua a leggere

AREA e ATF, modelli virtuosi: Marco Buoni presenta l’esperienza europea al Caribbean Network Thematic Meeting a Orlando (USA).

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Marco Buoni, presidente di AREA

Cresce l’attesa per i numerosissimi incontri organizzati dal 2 al 4 febbraio da UNEP OzonAction Programe, il programma delle Nazioni Unite – UNEP destinato alla salvaguardia della fascia stratosferica dell’Ozono (lo scudo protettivo del pianeta), per il Caribbean Network Thematic meeting, in concomitanza con l’AHR expo e l’ASHRAE 2020 Winter Conference, a Orlando, Florida.

Negli ultimi anni, l’Europa ha assunto un ruolo di punta nella lotta ai cambiamenti climatici e alla costruzione di una catena del freddo sostenibile ed efficiente: sarà Marco Buoni a presentare alla platea del meeting delle nazioni caraibiche i modelli virtuosi costruiti in Europa negli ultimi anni, mettendo in evidenza gli obiettivi raggiunti e le modalità utilizzate per rendere l’industria del freddo Europea un punto di riferimento ideale per l’intera industria della refrigerazione.

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“Un crimine ambientale di proporzioni epiche”: un paper di Nature mette in allerta l’EIA

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“Un crimine ambientale di proporzioni epiche”: così Clare Perry, dell’Enviromental Investigation Agency (EIA), ha definito lo scarico nell’aria di uno dei più potenti gas a effetto serra al mondo, il Trifluorometano, meglio noto come HFC-23, un prodotto di scarto del più comune Monoclorodifluorometano (HFC-22).

A mettere in evidenza il caso è stata la rivista scientifica Nature, pubblicando un paper dal quale appare evidente come le emissioni di HFC-23 siano aumentate invece di diminuire sin quasi a scomparire, come sarebbe stato invece auspicabile in base all’emendamento di Kigali, parte integrante del Protocollo di Montreal.

L’HFC-23 ha un potenziale di impatto sull’ambiente tra i più alti mai registrati, risultando circa 12.400 volte più incisivo dell’Anidride Carbonica (CO2) per quanto riguarda il surriscaldamento globale. Se da un lato il gas è un prodotto di processo nella produzione di HFC-22, dall’altro Clare Perry ha puntato il dito verso numerose aziende, circa 50 stabilimenti, che non hanno preso le misure necessarie a impedire l’immissione della sostanza nell’aria, cosa che potrebbe peraltro avvenire senza pesare economicamente troppo sui singoli responsabili.

Anche se il paper di Nature non ha specificato i principali responsabili, è altamente probabile che la maggior parte delle emissioni di HFC-23 siano da attribuire alla Cina, che vanta circa il 68% della produzione globale di HFC-22, e all’India, in cui hanno sede cinque aziende. Il governo Indiano, in ogni caso, nel 2016 ha preso provvedimenti per assicurarsi che tutto l’HFC-23 sia incenerito.

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Green Deal, un’operazione da mille miliardi. Ottime prospettive per Lombardia, Piemonte, Puglia e Sardegna

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L’UE si è prefissata di raggiungere la neutralità carbonica (parità tra emissione e assorbimento) di CO2 entro il 2050, obiettivo fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale.

Per raggiungere questo risultato, l’UE ha intrapreso un cammino di sostenibilità ed efficienza energetica, come annunciato dalla Presidente Ursula Von Der Leyen, che avrà notevoli ricadute sull’economia europea, andando a modificarla radicalmente: una transizione energetica vera e propria, che cambierà radicalmente il modo di concepire industria, energia e trasporti, soprattutto nelle zone ancora molto vincolate ai combustibili fossili. Prima tappa del percorso sarà il 2030, entro il quale occorrerà ridurre le emissioni dei gas serra del 40%, promuovendo fonti rinnovabili e sviluppo di economia circolare.

La trasformazione toccherà ogni settore economico, e nonostante i costi non può essere rimandata oltre: è per questo che l’UE ha lanciato il Green Deal, per avviare il processo di transizione, presentando il Fondo per la transizione equa (just Transition Fund), che abbinato al Piano di Investimenti punta a impegnare 100 miliardi di euro all’anno nella prossima decade.

Il processo sarà facilitato da un piano di investimenti, che prevede di aumentare i fondi privati, di creare un quadro normativo adeguato e di fornire supporti ad hoc a chi promuoverà i progetti. Proprio per questo, è stato previsto il Meccanismo di Giusta Transizione, per aiutare anche i paesi che avranno maggiori difficoltà ad abbandonare i vecchi sistemi verso quelli verdi, senza rischiare di andare a intaccare economie fortemente legate, anche a livello industriale, ai carburanti fossili. Il fondo sarà accessibile a tutti gli stati membri.

Anche l’Italia potrebbe beneficiare del cambiamento: in particolar modo, al fondo potrebbero accedere (in base ai parametri individuati), Puglia, Sardegna, Piemonte e Lombardia: Puglia e Sardegna sono legate a numerose attività basate sul carbone, il Piemonte sta attraversando una fase di riconversione industriale e la Lombardia ha tassi di inquinamento nettamente superiori alla media europea.

 

 

 

 

MONITORAGGIO DEI PREZZI DEGLI HFC: I DATI DEL TERZO TRIMESTRE DEL 2019

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L’Associazione dei Tecnici del Freddo è partner ufficiale di Oko Recherche e della Commissione Europea per il monitoraggio continuo del prezzo degli HFC e per la loro disponibilità in territorio UE.

Nell’autunno del 2019, 84 aziende appartenenti a undici diversi Stati Membri dell’Unione (in particolar modo da Francia, Germania, Italia e Polonia), oltre a 3 produttori di gas, 10 distrubutori, 28OEM, 36 compagnie di servizi, 5 utilizzatori finali e 2 aziende di diversa connotazione hanno collaborato alla realizzazione di un report sull’andamento dei prezzi relativi, focalizzandosi su quelli con i quali hanno avuto modo di lavorare.

  • Il periodo è stato caratterizzato da un surplus di produzione, con conseguente calo dei costi, ma nonostante ciò i clienti si sono mostrati riluttanti a investire nella costruzione di un ampio magazzino. Sono stati registrati grandi cali nei prezzi di gas quali R404A, R401A e R134a, sia da parte dei produttori che da parte dei distributori.
  • In ogni caso, il costo degli HFC è comunque rimasto nettamente più alto rispetto all’introduzione della regolamentazione F-Gas (EU) No 517/2014 (OEM: + 300 % (R134a), + 500 % (R410A) / aziende di servizi: + 300 600 %). I prezzi di vendita delle aziende di servizi hanno raggiunto un livello simile a quello di inizio 2018.
  • Stando ai distributori, la domanda di refrigeranti Alternativi a basso GWP (i cui prezzi sono rimasti stabili) è calata, come conseguenza del calo di prezzo dei gas tradizionali. Le aziende di servizi hanno invece occasionalmente registrato alcuni cali.
  • I prezzi per il gas R404A recuperato ricevuti dalle società di servizi francesi variano da 13,50 a 40 € / kg. Nei casi in cui le compagnie si sono procurate da sole il gas, il prezzo registrato è stato più basso.
  • Le autorizzazioni di Quota hanno raggiunto un prezzo di 3-5€/t CO2 (dato riportato da 8 aziende), in linea con i prezzi del biennio 2015/2016.

Il documento completo si trova qui.

 

F-GAS – Dalla Costa (Termoidraulici Confartigianato): “Nel decreto sanzioni irrisolte le criticità da noi denunciate”

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Dalla collaborazione ATF – Confartigianato pubblichiamo la seguente dichiarazione di confartigianato.

Il 17 gennaio entreranno in vigore le sanzioni che completano l’attuazione del nuovo decreto F–Gas le cui disposizioni sono operative dai mesi scorsi. Critico il giudizio di Confartigianato che sottolinea, da un lato, l’eccessivo rigore delle sanzioni e, dall’altro, lacune che limitano l’efficacia del decreto F-gas, aumentando gli oneri a carico degli installatori.

Insomma, non sono stati corretti gli aspetti indicati proprio da Confartigianato che è intervenuta con contributi di proposte in tutto il lungo iter normativo in materia di gas fluorurati ad effetto serra.

Dario Dalla Costa, Presidente dei Termoidraulici di Confartigianato, ricorda che la Confederazione aveva sollecitato “un sistema sanzionatorio armonico e riproporzionato sulla base delle sanzioni previste per i venditori che apparivano meno severe. Permangono invece anche le sanzioni per le imprese in caso di ritardato inserimento dei dati nella Banca Dati F gas che appaiono troppo elevate rispetto alla natura amministrativa della violazione”.
Inoltre, il Presidente Dalla Costa rileva che “non è stata colta la richiesta di Confartigianato di valorizzare la Banca Dati F-gas, con cui si chiedeva al Ministero dell’Ambiente di sanare la definizione dei contenuti minimi obbligatori da inserire nella banca dati da parte dei ‘venditori’, considerati insufficienti per la piena tracciabilità degli F-Gas. Infatti, la scelta di rendere facoltativo l’inserimento del codice identificativo delle macchine frigorifere produce una falla nel sistema di tracciabilità che limita l’efficacia del provvedimento e aumenta gli oneri in capo agli installatori che si devono fare parte diligente per inserire i dati di macchine che sono state vendute ma che potrebbero essere non iscritte in banca dati”.

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BITZER CONSEGNA ALLA VÖTSCH IL TREMILIONESIMO PRODOTTO REALIZZATO A SCHKEUDITZ

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Nel novembre 2019 la Vötsch Industrietechnik ha ricevuto il tremilionesimo prodotto BITZER realizzato a Schkeuditz, corredato da un certificato celebrativo. Da sinistra: Andreas Riesch (direttore Vendite Germania e Svizzera di BITZER) con i rappresentanti della Vötsch di Balingen Thomas Jarck (responsabile della sede), Mario Hecht (responsabile della produzione), Peter Stooss (manager Production Material), Jochen Urban (responsabile della divisione Costruzione e modifiche speciali) e Carsten Bräuer (responsabile Ricerca e sviluppo)

Sindelfingen/Balingen, 07.01.2020. BITZER, lo specialista nel campo della refrigerazione e della climatizzazione, vanta 16 sedi di produzione in tutto il mondo. Presso lo stabilimento tedesco di Schkeuditz vicino a Lipsia è stato ora realizzato il tremilionesimo prodotto (fra compressori e unità condensatrici). Quest’ultimo è stato consegnato alla Vötsch Industrietechnik GmbH, che lo impiegherà in uno dei suoi dispositivi di screening per le simulazioni ambientali.

La Vötsch Industrietechnik, che fa capo alle aziende Weiss Technik, e BITZER sono partner commerciali da oltre 20 anni. Da quasi lo stesso tempo, più precisamente dal 1991, BITZER produce compressori a pistoni e unità condensatrici presso lo stabilimento di Schkeuditz. Nel novembre 2019, quest’ultimo ha raggiunto il traguardo dei tre milioni di prodotti: Carsten Bräuer, responsabile sviluppo e ricerca della Vötsch a Balingen, ha potuto prendere in consegna il prodotto celebrativo presso la propria sede. Grazie alla Vötsch, Balingen ospita il centro di competenza per gli strumenti di verifica standard delle aziende Weiss Technik. Continua a leggere

Incendi causati dai condizionatori: due nuovi casi in Italia

2016-08-12_Caserma_Vigili_Fuoco_Cascina_08La cronaca italiana si trova a dover registrare ancora nuovi casi di incendi in appartamenti scatenati da climatizzatori che prendono fuoco.
Sono due gli episodi che si sono verificati negli ultimi dieci giorni. Il primo ha avuto luogo a Genova lo scorso 3 ottobre. Secondo le ricostruzioni, un guasto del condizionatore ha generato delle fiamme che nel giro di poco tempo hanno devastato la stanza dove si trovava l’apparecchio, per fortuna senza mettere a rischio l’abitabilità della casa né l’incolumità degli inquilini. Continua a leggere

In Qatar il primo stadio con l’aria condizionata: “Così le persone staranno in una bolla fresca”

IMG_0213Lo scorso maggio è stato inaugurato l’Al Janoub Stadium, il primo impianto sportivo ad essere commissionato per i Mondiali di calcio che si terranno in Qatar nel 2022.
Oltre che per il design innovativo adatto al clima locale, lo stadio ha suscitato l’interesse dell’opinione pubblica per il suo sistema di climatizzazione in grado di pompare aria condizionata, che viene raccolta, riciclata e raffreddata per il benessere della gente sugli spalti (la capienza è di 40mila spettatori).
A progettare questo futuristico sistema di condizionamento è stato Saud Abdul Ghani: “Emettere aria fresca è piuttosto rudimentale e poi Dio la fa sparire. Quindi, noi emettiamo la giusta quantità di aria fredda nel giusto punto e poi la ricicliamo in continuazione. Non la sprechiamo mai. Ci sono delle grate sul pavimento: prendiamo l’aria dalla parte superiore e la riutilizziamo“. Continua a leggere