Il Governo da l’ok definitivo al Regolamento F-Gas!

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Il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof.Giuseppe Conte

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, del Ministro per gli affari europei Paolo Savona e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato, in esame definitivo, il regolamento, da adottarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che attua il Regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra (F-gas).
Il testo, nel definire le modalità attuative nell’ordinamento italiano del predetto Regolamento (UE) n. 517/2014 relativo ai gas fluorurati a effetto serra utilizzati come refrigeranti, agenti estinguenti, espandenti, propulsori e isolanti nelle apparecchiature elettriche: individua il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare quale autorità competente a interloquire con gli operatori e le imprese; interviene sul sistema di certificazione degli organismi di valutazione e di attestazione di formazione delle persone e sul sistema di iscrizione e implementazione del Registro telematico nazionale per le persone fisiche e per le imprese; individua gli organismi di controllo indipendenti competenti per le procedure di verifica dei dati relativi all’immissione in commercio di apparecchiature precaricate con i gas fluorurati; istituisce una Banca Dati per la raccolta e la conservazione delle informazioni su tali gas; stabilisce, infine, l’obbligo di formazione delle persone e di certificazione delle imprese.
Industria&Formazione ha discusso in decine di articoli i vari passaggi del DPR, che potete trovare raccolti qui

Emissioni CO2 auto: il Parlamento chiede riduzione del 40% entro il 2030

 

Electric Vehicle charging on street, in UK

I deputati vogliono una quota di mercato del 35% per le auto elettriche entro il 2030

I deputati chiedono un taglio del 40% delle emissioni di CO2 delle nuove auto entro il 2030 ed un rapido assorbimento da parte del mercato delle auto elettriche e a basse emissioni.
Nel progetto di legge votato oggi, i deputati hanno proposto di fissare la riduzione delle emissioni delle nuove autovetture al 40% entro il 2030, con un obiettivo intermedio del 20% entro il 2025 (anno di riferimento 2021). Un taglio più significativo rispetto al 30% chiesto dalla Commissione Europea. Obiettivi analoghi sono fissati per i nuovi furgoni.

I costruttori le cui emissioni medie di CO2 supereranno tali obiettivi pagheranno un’ammenda al bilancio dell’UE. Tali fondi saranno destinati ai lavoratori altamente qualificati colpiti da cambiamenti nel settore automobilistico.
Le case automobilistiche dovranno inoltre garantire che i veicoli a emissioni zero e a basse emissioni – ZLEV (auto elettriche o veicoli che emettono meno di 50 g CO2/km) abbiano una quota di mercato del 35% sulle vendite di nuove auto e furgoni entro il 2030 e del 20% entro il 2025.
Test delle emissioni in condizioni reali entro il 2023
Il Parlamento invita la Commissione europea a presentare, entro due anni, una proposta per introdurre test delle emissioni di CO2 in condizioni di guida reali, utilizzando un dispositivo portatile come quello recentemente introdotto per la valutazione delle emissioni di NOx. Fino ad allora, le emissioni di CO2 dovrebbero essere misurate sulla base dei dati dei contatori del consumo di carburante delle automobili. Il test delle emissioni in guida reale deve essere operativo dal 2023, chiedono i deputati.
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Nuovo record. Il 2018 anno più caldo dal 1800

siccità_fiume_po-1280X720.jpg+ 1,53° rispetto al trentennio di riferimento. Questi i dati che destano preoccupazione in Italia circa il sempre più insistente surriscaldamento del belpaese.
Un’africanizzazione della penisola che sembra non subire arresto nonostante gli sforzi dell’industria che ci stanno portando ad una soluzione del buco dell’ozono.
Le rilevazioni annuali di temperatura hanno preso il via nel 1800 e da allora mai era stato registrato un così forte caldo.
A rendere pubblica la situazione un dossier Isac-Cnr. “Da segnalare – precisa il climatologo Michele Brunetti a TgCom- in particolare aprile, che ha fatto segnare il record“, per questo mese, più caldo in assoluto”.
L’industria del freddo con lo storico cambio di refrigeranti sta facendo moltissimo per contribuire alla salvezza del clima prima che la situazione raggiunga il punto di non ritorno.

La Spagna investe per la ricerca negli impianti a basso GWP

distribuzione_2Il governo spagnolo ha approvato un piano da 1,5 milioni di euro di aiuti per la conversione o la sostituzione di sistemi di refrigerazione a basso GWP nei supermercati.
I sussidi sono studiati per sistemi in funzione o nuovi e contribuiranno anche all’installazione di porte.
La proposta del Ministero spagnolo dell’Ambiente è concepita per favorire l’osservanza della normativa europea sui gas fluorurati che impone il divieto di refrigeranti ad alto GWP nei nuovi sistemi di refrigerazione centralizzata commerciale da 40 kW o più dal 1° gennaio 2022. Il regolamento vieta l’uso di refrigeranti con GWP 150 o superiore, tranne nel circuito primario dei sistemi a cascata in cui possono essere utilizzati gas fluorurati con un GWP inferiore a 1500. Continua a leggere

Lo Stato di New York elimina gli HFC

nyIl Governatore di New York Andrew M. Cuomo ha annunciato oggi di aver dato indicazione al Dipartimento di Conservazione Ambientale dello Stato (DEC) di emanare regolamenti che aboliscano l’uso degli HFC.
New York diventa così il secondo Stato degli Stati Uniti a impegnarsi in misure di riduzione dell’HFC, dopo la California, che il 30 agosto ha approvato il California Cooling Act.
New York adotterebbe le regolamentazioni 20 e 21 del 2015 e 2016 inserite nell’ambito del programma SNAP (Significant New Alternatives Policy) della US Environmental Protection Agency. Continua a leggere

I condizionatori in crescita esponenziale nei prossimi anni. E’ allarme ambientale?

I dati parlano chiaro. Il mercato dell’aria condizionata sarà in forte crescita negli anni a venire a causa delle crescente richiesta nelle nazioni emergenti. I climatizzatori saranno 5,6 miliardi nel 2050, seconda voce di consumi energetici.
L’EIA, Agenzia Governativa Statunistense per l’Ambiente lancia l’allarme di possibili contraccolpi di carattere ambientale.
“La crescente domanda di condizionatori d’aria è uno dei punti critici nel dibattito energetico di oggi. Stabilire standard di efficienza più elevati per il raffreddamento è uno dei passi più facili che i governi possono adottare per ridurre la necessità di nuove centrali elettriche e ridurre le emissioni” afferma Fatih Birol, Executive Director, IEA
Con l’aumento del reddito e la crescita della popolazione, specialmente nelle regioni più calde del mondo, l’uso dei condizionatori d’aria sta diventando sempre più comune. Ad oggi rappresenta circa un quinto dei consumi elettrici totali negli edifici di tutto il mondo e il 10% di tutto il consumo di elettricità a livello mondiale. Nel corso dei prossimi trent’anni, l’uso delle AC è destinato a salire, diventando uno dei principali motori della domanda globale di elettricità.

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Percentuale di abitazioni civili dotate di aria condizionata

Le emissioni di CFC-11 sono aumentate del 25% dal 2012! Produzione clandestina in oriente?

Image-1Ho eseguito misurazioni di questo tipo per oltre 30 anni e questa è la cosa più incredibile che abbia visto“, afferma Stephen Montzka, scienziato dell’Oceanic and Atmospheric Observing Agency. Le emissioni di CFC-11 sono aumentate del 25% dal 2012, nonostante la sostanza faccia parte di un gruppo di inquinanti vietati dal Protocollo di Montreal del 1987.
Il CFC-11, noto anche come triclorofluorometano, è un gas chimico utilizzato principalmente nei frigoriferi. Una volta rilasciato, può rimanere in atmosfera fino a cinquant’anni. Viene distrutto solo nella stratosfera, dai 9 ai 18 chilometri sopra la superficie terrestre quando le molecole di cloro creano una serie di reazioni chimiche distruttive per lo strato di ozono.
Un gas potente che contribuisce al riscaldamento globale che gli scienziati sospettano qualcuno stia producendo nonostante il divieto. “Un osservatorio americano alle Hawaii ha scoperto che la CFC-11, mescolata con altri gas, proveniva dall’Asia orientale. Ma è difficile per gli scienziati individuare l’area ” afferma Stephan Montzka al Washington Post.
E’ necessaria un’urgente indagine internazionale per individuare i produttori illegali del gas.