Buco dell’ozono ridotto del 60% in un anno: merito delle alte temperature

ozono-ottobre-2019Il buco dell’ozono sopra l’Antartide si è ridotto del 60% rispetto a un anno fa, ma l’obiettivo del Protocollo di Montreal non è ancora stato raggiunto.
Stando ai dati forniti dagli studiosi americani della NASA e della NOAA (Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica), il recupero dello strato di ozono fatto registrare in questo ultimo anno sarebbe da attribuire principalmente al caldo anomalo verificatosi negli strati superiori dell’atmosfera nelle regioni del Polo Sud.
Il pericolo rappresentato dalle emissioni di CFC, HFC e di tutte le sostanze ozonolesive non deve essere perciò sottostimato. Recentemente è stato illustrato come una nuova minaccia per l’atmosfera arrivi oggi dall’esafluoruro di zolfo (SF6), potente gas a effetto serra impiegato nell’industria elettrica. Continua a leggere

Partita la Banca Dati Fgas

bancadati-fgas.pngA partire dal 25 settembre le imprese certificate devono comunicare gli interventi di installazione, manutenzione, controllo perdite, riparazione e smantellamento svolti su apparecchiature contenenti FGAS.

Devono essere comunicati gli interventi svolti sulle seguenti apparecchiature, a prescindere dalla quantità di FGAS in essa contenute

  • apparecchiature fisse di refrigerazione e di condizionamento d’aria;
  • pompe di calore fisse;
  • apparecchiature fisse di protezione antincendio;
  • celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero;
  • commutatori elettrici

La comunicazione va effettuata, via telematica, alla Banca Dati nazionale gestita dalle Camere di commercio via telematica, entro 30 giorni:

A. dall’installazione delle apparecchiature;

B. Dal primo intervento di controllo delle perdite, manutenzione o riparazione di apparecchiature già installate;

C. Dallo smantellamento delle apparecchiature.

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Legambiente, presentato il rapporto Ecomafia 2019: focus sul mercato nero di HFC

logo-legambiente_miniNella Penisola continua l’attacco di ecocriminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente: ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, filiera agroalimentare e racket degli animali sono nel 2018 i settori prediletti dalla mano criminale che continua a fare super affari d’oro.
A parlar chiaro sono anche quest’anno i dati di Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia raccolti da Legambiente nel suo report annuale dedicato alle illegalità ambientali. Novità di questa edizione è uno specifico capitolo dedicato al mercato nero dei gas refrigeranti HFC, gas introdotti dal protocollo di Montreal in sostituzione di quelli messi al bando perché lesivi dello strato di ozono (ODS). Come emerge dall’analisi dell’EIA (Environmental Investigation Agency) e dal lavoro degli inquirenti dei paesi membri, una bella fetta di questo mercato internazionale (regolato da un complesso sistema di quote assegnate alle aziende produttrici) è completamente in nero, dove figura anche l’Italia. Continua a leggere

Emissioni CFC-11, l’EIA chiede azione della Cina: “Ma serve revisione del protocollo di Montreal”

air-pollution-climate-change-dawn-221012A seguito della notizia che ha confermato la provenienza dalla Cina orientale di massicce emissioni di CFC-11, l’Agenzia di Investigazione Ambientale (Environmental Investigation Agency) ha rilasciato alcune dichiarazioni.
Questa nuova ricerca dimostra scientificamente che le emissioni di CFC-11 su larga scala provenivano dalla Cina orientale, come indicato dalle nostre inchieste e dai nostri report“, ha detto Avipsa Mahapatra, US Climate Campaign Lead dell’EIA.
Lo scorso anno era stata proprio l’EIA a far accendere i riflettori sul problema delle emissioni di CFC-11, gas chimico facente parte di un gruppo di inquinanti vietati dal Protocollo di Montreal del 1987 in quanto dannoso per l’ozono.
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Aumentate le emissioni di CFC-11 dal 2012: la minaccia per il clima arriva dalla Cina

air-pollution-chimney-city-221000Una nuova ricerca scientifica pubblicata sulla rivista internazionale Nature ha confermato che la regione della Cina orientale si è resa responsabile di massicce emissioni di CFC-11.
Nello specifico, viene affermato che l’aumento del 40-60% delle emissioni globali dal 2012 può essere attribuito alle province di Hebei e Shandong, nonostante questo gas ozonolesivo faccia parte di un gruppo di inquinanti vietati dal Protocollo di Montreal del 1987.
Le conclusioni a cui è giunto questo studio avvalorano le informazioni ottenute dall’Environmental Investigation Agency già lo scorso anno. Continua a leggere

Alpi, addio ai ghiacciai: la maggior parte si scioglierà entro 80 anni

adventure-alpine-alps-714258Sulle Alpi, così come in molte altre parti del mondo, la maggior parte dei ghiacciai è destinata a sciogliersi entro il 2100: queste icone dei cambiamenti climatici, infatti, contribuiscono già all’innalzamento del livello dei mari e in misura maggiore del previsto.
A lanciare l’allarme è l’Università di Zurigo, che ha eseguito nuovi calcoli sulla base di dati già conosciuti. Secondo lo studio effettuato, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, i ghiacciai hanno contribuito, dal 1961 al 2016, all’innalzamento del livello del mare con circa 27 millimetri, circa il 30%. Continua a leggere

EEC-CSG: una soluzione per la transizione all’energia pulita

Ottimo successo del seminario sulle tecnologie dell’energia solare svolto in Kuwait il 2 e 3 dicembre 2018 al quale EEC-CSG ha partecipato come event partner con lo speaker Aymerik Girard moderatore e coordinatore in tre sessioni, e promosso da MESIA, Associazione delle industrie solari del medio oriente, GCC, Consiglio di cooperazione del Golfo e dall’ Associazione degli ingegneri del Kuwait sotto il partocinio del Ministero della Housing Welfare del Kuwait

Lo spostamento verso un’energia elettrica pulita, affidabile e conveniente nel mondo è più visibile nella rapida proliferazione dei progetti relativi all’utilizzo di energia solare . Utilities, individui e aziende sono stati attratti non solo dai benefici ambientali dell’energia solare, ma anche dalla possibilità di fare affidamento su un prezzo fisso e competitivo dell’elettricità che questi sistemi forniscono.

L’energia solare è sempre più conveniente per le utenze, i proprietari di case, i proprietari di aziende e le loro comunità. La caduta del prezzo dei sistemi solari è favorita dai miglioramenti della tecnologia e dalle economie di scala tra i produttori.

Allo stesso tempo, poiché i sistemi di energia solare possono essere installati in città, paesi e aree remote, offre possibilità di lavoro per ingegneri e tecnici locali. Continua a leggere

Le emissioni globali di gas serra tornano a crescere: record di 53,5 Giga-tonnellate di CO2

Secondo il 2018 Emissions Gap Report presentato ieri a Parigi dall’United Nations Environment Programme, «Le emissioni mondiali sono in aumento mentre gli impegni nazionali per lottare contro il cambiamento climatico sono insufficienti»

il rapporto dell’Unep, che arriva a pochi giorni dall’inizio a Katowice, in Polonia, della 24esima Conferenza delle parti dell’ United Nations framework convention on climate change (Cop24 Unfccc), conferma che «Le emissioni mondiali hanno raggiunto il livello storico di 53,5 Giga-tonnellate equivalenti di CO2, senza alcun segno di picco, cioè il momento in cui le emissioni non aumenteranno più e cominceranno a diminuire». I principali autori dello studio dicono che «Solo 57 Paesi (che rappresentano il 60% delle emissioni mondiali) raggiungeranno il picco delle loro emissioni entro il 2030».

Questa analisi, così come un esame dei progressi compiuti con gli  impegni nazionali presi nell’ambito dell’Accordo di Parigi,  «dimostrano chiaramente che l’attuale ritmo delle misure nazionali è insufficiente per raggiungere gli obiettivi di Parigi. A causa dell’aumento delle emissioni e del ritardo che accusa l’adozione di misure appropriate, il gap tra i bisogni e le prospettive di riduzione delle emissioni è più importante che mai». All’Unep fanno notare che se tutto questo si traduce in azione climatica, gli autori dello studio arrivano alla conclusione che  «I Paesi devono moltiplicare per 3 le loro ambizioni per limitare il riscaldamento climatico per raggiungere lo scenario di 2° C  e per 5 per raggiungere lo scenario a 1,5° C». Continua a leggere

Limitazione del riscaldamento globale a 1,5°C: l’importante contributo del settore della refrigerazione

riscaldamento-globale-640x640L’accordo di Parigi adottato da 195 nazioni alla 21a Conferenza delle parti dell’UNFCCC nel dicembre 2015 includeva l’obiettivo di rafforzare la risposta globale rispetto alla minaccia del cambiamento climatico “mantenendo l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C al di sopra dei livelli preindustriali e proseguendo gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali”.
Come parte della decisione di adottare l’Accordo di Parigi, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) è stato invitato a produrre una speciale Relazione sul riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e relativi percorsi globali di emissione di gas a effetto serra.
Si stima che le attività umane abbiano causato circa 1,0°C di riscaldamento globale al di sopra dei livelli pre-industriali, con un probabile intervallo da 0,8°C a 1,2°C. Il riscaldamento globale dovrebbe raggiungere 1,5°C tra il 2030 e il 2052 se continuerà ad aumentare al ritmo attuale. Continua a leggere