Green Deal, un’operazione da mille miliardi. Ottime prospettive per Lombardia, Piemonte, Puglia e Sardegna

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L’UE si è prefissata di raggiungere la neutralità carbonica (parità tra emissione e assorbimento) di CO2 entro il 2050, obiettivo fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale.

Per raggiungere questo risultato, l’UE ha intrapreso un cammino di sostenibilità ed efficienza energetica, come annunciato dalla Presidente Ursula Von Der Leyen, che avrà notevoli ricadute sull’economia europea, andando a modificarla radicalmente: una transizione energetica vera e propria, che cambierà radicalmente il modo di concepire industria, energia e trasporti, soprattutto nelle zone ancora molto vincolate ai combustibili fossili. Prima tappa del percorso sarà il 2030, entro il quale occorrerà ridurre le emissioni dei gas serra del 40%, promuovendo fonti rinnovabili e sviluppo di economia circolare.

La trasformazione toccherà ogni settore economico, e nonostante i costi non può essere rimandata oltre: è per questo che l’UE ha lanciato il Green Deal, per avviare il processo di transizione, presentando il Fondo per la transizione equa (just Transition Fund), che abbinato al Piano di Investimenti punta a impegnare 100 miliardi di euro all’anno nella prossima decade.

Il processo sarà facilitato da un piano di investimenti, che prevede di aumentare i fondi privati, di creare un quadro normativo adeguato e di fornire supporti ad hoc a chi promuoverà i progetti. Proprio per questo, è stato previsto il Meccanismo di Giusta Transizione, per aiutare anche i paesi che avranno maggiori difficoltà ad abbandonare i vecchi sistemi verso quelli verdi, senza rischiare di andare a intaccare economie fortemente legate, anche a livello industriale, ai carburanti fossili. Il fondo sarà accessibile a tutti gli stati membri.

Anche l’Italia potrebbe beneficiare del cambiamento: in particolar modo, al fondo potrebbero accedere (in base ai parametri individuati), Puglia, Sardegna, Piemonte e Lombardia: Puglia e Sardegna sono legate a numerose attività basate sul carbone, il Piemonte sta attraversando una fase di riconversione industriale e la Lombardia ha tassi di inquinamento nettamente superiori alla media europea.

 

 

 

 

NUOVA RUBRICA: APPROFONDIAMO IL DECRETO, SCHEMA ACCREDITAMENTO E LA BANCA DATI – ACQUISTO REFRIGERANTE

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E’ vero che per acquistare i gas fluorurati è necessario avere la certificazione dell’azienda f-gas?

E’ vero nella maggior parte dei casi ovvero per tutte le attività di installazione, manutenzione, riparazione, recupero, ricerca delle perdite effettuate presso terzi. Se le stesse attività sono svolte su apparecchiature di proprietà della ditta che svolge queste attività la certificazione non è dovuta. Allo stesso modo, la certificazione dell’azienda non è dovuta qualora il gas sia acquistato esclusivamente per attività di produzione di apparecchiature frigorifere.

Si potrebbe obiettare che se fosse così, sarebbe sufficiente dichiarare di svolgere attività di produzione per farsi vendere il gas senza obbligo di certificazione dell’azienda. Naturalmente non è così: il venditore dovrà selezionare la casella relativa a finalità differenti da quelle di cui all’art. 11, paragrafo 4 del regolamento 517/2014 ed inserire il codice fiscale e la ragione sociale dell’ente o impresa acquirente oltre a caricare il pdf con la dichiarazione con la quale l’acquirente dichiara che gli FGAS sono acquistati per finalità per le quali non è richiesto il certificato o l’attestato

Dalle FAQ riportiamo a questo riguardo:

Il rivenditore può vendere F-gas ad una persona certificata?

Il rivenditore può vendere alle persone fisiche laddove le imprese non siano soggette ad obbligo di certificazione. In questo caso la persona dovrà indicare l’impresa per conto della quale opera.

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Buco dell’ozono ridotto del 60% in un anno: merito delle alte temperature

ozono-ottobre-2019Il buco dell’ozono sopra l’Antartide si è ridotto del 60% rispetto a un anno fa, ma l’obiettivo del Protocollo di Montreal non è ancora stato raggiunto.
Stando ai dati forniti dagli studiosi americani della NASA e della NOAA (Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica), il recupero dello strato di ozono fatto registrare in questo ultimo anno sarebbe da attribuire principalmente al caldo anomalo verificatosi negli strati superiori dell’atmosfera nelle regioni del Polo Sud.
Il pericolo rappresentato dalle emissioni di CFC, HFC e di tutte le sostanze ozonolesive non deve essere perciò sottostimato. Recentemente è stato illustrato come una nuova minaccia per l’atmosfera arrivi oggi dall’esafluoruro di zolfo (SF6), potente gas a effetto serra impiegato nell’industria elettrica. Continua a leggere

Buco dell’ozono mai così piccolo da 30 anni, ma a preoccupare è il gas SF6

ozoneQuest’anno il buco dell’ozono potrebbe essere il più piccolo degli ultimi 30 anni, ma il recupero dello strato di ozono non deve e non può essere dato per scontato.
È questo il messaggio che arriva da Jonathan Shanklin, uno dei primi scienziati a documentare negli anni ’80 il progressivo assottigliamento dello strato di ozono sopra l’Antartide: “Per capire se i trattati internazionali stanno funzionando oppure no, bisogna guardare a lungo termine. Quest’anno uno sguardo rapido potrebbe portare a pensare che abbiamo chiuso il buco dell’ozono, ma non è così. E nonostante le cose stiano migliorando, ci sono ancora paesi che stanno producendo clorofluorocarburi (CFC), le sostanze chimiche che sono responsabili del problema. Non possiamo essere soddisfatti“, ha affermato a BBC News. Continua a leggere

Partita la Banca Dati Fgas

bancadati-fgas.pngA partire dal 25 settembre le imprese certificate devono comunicare gli interventi di installazione, manutenzione, controllo perdite, riparazione e smantellamento svolti su apparecchiature contenenti FGAS.

Devono essere comunicati gli interventi svolti sulle seguenti apparecchiature, a prescindere dalla quantità di FGAS in essa contenute

  • apparecchiature fisse di refrigerazione e di condizionamento d’aria;
  • pompe di calore fisse;
  • apparecchiature fisse di protezione antincendio;
  • celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero;
  • commutatori elettrici

La comunicazione va effettuata, via telematica, alla Banca Dati nazionale gestita dalle Camere di commercio via telematica, entro 30 giorni:

A. dall’installazione delle apparecchiature;

B. Dal primo intervento di controllo delle perdite, manutenzione o riparazione di apparecchiature già installate;

C. Dallo smantellamento delle apparecchiature.

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World Ozone Day, si celebra oggi la salvaguardia dell’ozono e del clima

Ozone-Day-2019_City-ENLa prossima settimana, le delegazioni dei Paesi di tutto il mondo si riuniranno presso la sede delle Nazioni Unite a New York per il Climate Action Summit, che mira a rafforzare l’ambizione globale nel far fronte all’emergenza del clima.
Con l’obiettivo di celebrare più di tre decenni di significativa cooperazione internazionale per proteggere lo strato di ozono e il clima secondo il Protocollo di Montreal, si celebra oggi il World Ozone Day sul tema “32 anni e guarigione“.
La giornata mondiale per la salvaguardia dell’ozono ricorda a tutti che bisogna mantenere vivo lo slancio al fine di assicurare persone in buona salute e un pianeta in buona salute. Continua a leggere

Svizzera preoccupata dai cambiamenti climatici: zero emissioni di gas serra dal 2050

eberhard-grossgasteiger-N2xScr6Gsgg-unsplashDal 2050 la Svizzera non dovrà più emettere gas a effetto serra: il Consiglio federale ha deciso ieri di inasprire gli obiettivi di riduzione delle emissioni, viste anche le nuove conoscenze scientifiche in materia.
Con la firma dell’Accordo di Parigi sul clima, la Confederazione svizzera si è impegnata a dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto al livello del 1990. In quell’occasione il Consiglio federale aveva annunciato che l’obbiettivo per il 2050 era una riduzione del 70–85%. Continua a leggere

Urbanizzazione e cambiamenti climatici spingono la corsa ai condizionatori in Europa

annie-spratt-223947-unsplashUn nuovo studio, tutto italiano, appena pubblicato su Environmental Science and Policy, dimostra che in assenza di politiche mirate ed efficaci, molte famiglie si affideranno ai condizionatori per adattarsi ai cambiamenti climatici, rischiando di generare ancora più emissioni di gas ad effetto serra.
La ricerca, guidata da Enrica De Cian, professoressa dell’Università Ca’ Foscari Venezia e ricercatrice del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), analizza per la prima volta le dinamiche di adozione degli impianti per l’aria condizionata e degli isolamenti termici per raffreddare gli ambienti in 8 paesi, di cui 5 europei, da oggi al 2040, combinando i dati di un sondaggio condotto dall’Ocse su un campione di famiglie con dati climatici. Continua a leggere

La Terra collasserà a causa del riscaldamento globale: lo scenario apocalittico di una ricerca australiana

arid-climate-change-clouds-60013Nel 2050 i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale potrebbero portare la Terra a collassare e le persone a vivere in condizioni di estrema difficoltà.
Lo si afferma nel paper “Existential climate-related security risk: A scenario approach” dei ricercatori australiani del Breakthrough – National Centre for Climate Restoration.
Lo scenario prevede che tra il 2020 e il 2030 i policy-maker non interverranno, basandosi sul fatto che la strada tracciata dagli Accordi di Parigi – secondo cui le emissioni di gas a effetto serra non raggiungeranno il livello massimo fino al 2030 – bloccherà il riscaldamento globale di almeno 3 °C. Continua a leggere