Quante nazioni hanno ratificato Kigali?

Parties-Kigali-amendmentL’emendamento di Kigali al 1° aprile 2018 è stato ratificato da 31 stati. In Europa Germania, Svezia, Finlandia, Norvegia, Slovacchia, Lussemburgo, Francia, Irlanda, Olanda e UK. Entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2019 dopo che la soglia per l’entrata in vigore dell’accordo è stata raggiunta il 17 novembre 2017, quando è stata ratificata da 20 parti.

A livello globale le nazioni che hanno ratificato sono: Australia, Benin, Canada, Cile, Comore, Costa d’Avorio, Repubblica popolare democratica di Corea, Ecuador, Finlandia, Francia, Gabon, Germania, Irlanda, Repubblica democratica popolare del Laos, Lussemburgo, Malawi, Maldive, Mali, Isole Marshall, Stati Federati di Micronesia, Paesi Bassi, Norvegia, Palau, Ruanda, Samoa, Slovacchia, Svezia, Trinidad e Tobago, Togo, Tuvalu e Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Continua a leggere

Indice dell’aumento dei refrigeranti. I dati ufficiali.

R410aLa nostra Associazione dei Tecnici del Freddo – ATF, è partner ufficiale di Oko Recherche e della Commissione Europea, come evidenziato qui, per il monitoraggio continuo del prezzo dei refrigeranti e per la loro disponibilità in territorio EU.

Divulghiamo quindi i grafici degli aumenti dei refrigeranti nei 27 Stati Membri aggiornato all’ultimo trimestre 2017. Dati ufficiali della Commissione Europea. Continua a leggere

E’ ancora attuale il regolamento dei refrigeranti che riducono l’ozono? UE indice un questionario

2014091501.jpgLa Commissione Europea ha elaborato un questionario in vista dell’aggiornamento del regolamento 1005/2009 sulle sostanze ozonolesive

La Commissione Europea ha predisposto un importante questionario per verificare l’efficacia della regolamentazione europea sui gas ozonolesivi diretta a tutte le ditte  interessate dalla concessione di licenze, dalla segnalazione o dalla registrazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2009 sulle sostanze ozonolesive come i refrigeranti. Continua a leggere

Il Convegno dei Record a MCE: l’industria del freddo a grandi passi verso i refrigeranti del futuro

Panoramica

250 partecipanti al convegno sui refrigeranti e componenti del futuro

Numeri da record e presenza internazionale per Centro Studi Galileo e Associazione dei Tecnici italiani del Freddo a MCE
Numeri da record per il Convegno Europeo promosso da Centro Studi Galileo e Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo presso MCE. Il più partecipato evento della fiera leader per la refrigerazione in Europa ha preso le mosse dal format collaudato dei Convegni Europei, promossi da 34 anni da Centro Studi Galileo.
Numerosi e qualificati gli ospiti in Sala. Saluto iniziale di Marco Buoni, VicePresidente AREA, Segretario Generale ATF e Direttore Centro Studi Galileo che ha riportato la preoccupazione di tutti gli operatori del settore “Siamo di fronte al più grande cambiamento di sempre. L’aumento dei prezzi del refrigerante è visto positivamente dalla Commissione europea per velocizzare la transizione ai nuovi gas ma esiste una difficoltà oggettiva di approvvigionamento e ci sono pratiche scorrette di vendita dei gas anche evidenziate da programmi televisivi nazionali come Striscia la Notizia. L’emendamento di Kigali verrà attuato da tutte le nazioni mondiali nei prossimi anni, l’Europa si dimostra innovatore e precursore. Questo è il futuro dinamico che ci aspetta e che grazie ad una formazione e informazione di qualità quale ATF e CSG hanno dimostrato di poter erogare, potrà essere percorso con un salto in positivo verso un miglioramento ambientale, culturale, sociale ed economico”.
In apertura di Convegno è intervenuto Didier Coulomb, Presidente dell’Istituto Internazionale della Refrigerazione, seguito dal leader di tutti i Tecnici Europei del Freddo, il Presidente AREA Per Jonasson.
Ospite d’onore il Presidente Assoclima Roberto Saccone, che oltre al saluto dell’associazione amica ha portato un messaggio di condivisione, da parte dell’industria della climatizzazione, del percorso di phase down dei refrigeranti dannosi che i Tecnici del Freddo stanno affrontando con tenacia. Non ha nascosto tuttavia le difficoltà oggettive che l’industria sta vivendo “per le macchine a espansione diretta di media e grande potenza (VRF) e per le apparecchiature idroniche di potenza medio-piccola non è ancora disponibile una componentistica omologata per l’utilizzo dei nuovi fluidi che consenta di rispettare i parametri di efficienza obbligatori dal 1° gennaio 2018.”
Il simposio è stato diviso in due sessioni coordinate dai Professori Alberto Cavallini, Università di Padova, Ennio Macchi, Politecnico di Milano e Marco Masoero, Politecnico di Torino.
I più importanti aspetti sottolineati dai primi 3 presidenti e dai 3 coordinatori sono stati le Criticità attuali e future e gli adeguamenti necessari nel brevissimo termine.
Difatti le criticità provocate da questo repentino cambiamento portano a penalizzazione delle prestazioni dovute all’utilizzo di nuovi gas, ai problemi di aumenti dei costi e di approvvigionamento.
E’ stato sottolineato più volte come sul mercato vi sia carenza di R410A, il gas refrigerante per condizionatori e pompe di calore, molto utilizzato nel nostro paese e meno nel nord Europa; questo prodotto infatti dall’inizio del 2018 è sempre meno disponibile per via delle quote imposte dalla normativa sui gas fluorurati ed ancora oggi occupate dai gas ad alto GWP R404, R507 che con un opuscolo le 4 associazioni AREA, ASERCOM, EPEE e EFCTC hanno con forza invitato ad eliminare.
Queste condizioni impongono un’evoluzione dell’intero settore verso gas refrigeranti naturali (come CO2 e propano) o verso altri fluidi sintetici con basso GWP. Naturalmente questi fluidi ‘nuovi’, come ad esempio R448A, R449A, R452A ed R32, possono avere delle prestazioni inferiori rispetto ai più diffusi HFC, motivo per cui anche i produttori di impianti dovranno necessariamente riuscire ad adattare le proprie produzioni per realizzare impianti che ottimizzino l’efficienza e che utilizzino i nuovi fluidi refrigeranti a basso potenziale.

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La Svezia fa marcia indietro sugli Fgas

pompe di calore

L’industria svedese delle pompe di calore richiede una deroga alla fase di riduzione dei gas fluorurati europei.
In una lettera all’Agenzia svedese per l’ambiente, l’associazione svedese di pompe di calore Svenska Kyl & Varmepumpföreningen (SKVP) sostiene che l’industria delle pompe di calore si trova in una situazione “vulnerabile” a causa della progressiva eliminazione dell’uso di refrigeranti sintetici. Continua a leggere

Centro Studi Galileo con la FAO per la catena del freddo nelle Nazioni in via di sviluppo

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Piccola flotta di pescherecci artigianali in africa occidentale

Da decenni il Centro Studi Galileo collabora con i maggiori enti ed istituzioni internazionali. Per quanto riguarda i benefici che la refrigerazione può portare nelle Nazioni in via di sviluppo e per la lotta alla crisi alimentare l’interlocutore principe è la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.
Presso il quartier generale di Roma ha avuto luogo un incontro incentrato proprio sul progresso della catena del freddo nel terzo e quarto mondo con la partecipazione di esponenti di Università ed organismi pubblici e privati, tra cui anche il Centro Studi Galileo.
Per il CSG è intervenuto l’ing. Marcello Collantin, competente di design e training per il condizionamento, le energie rinnovabili e la refrigerazione. La tre giorni ha permesso di analizzare la situazione corrente della catena del freddo nei Paesi dell’Africa, sia in termini di tecnologia che di necessità e bisogni della popolazione. Particolare interesse è stato riservato a: latte, pesce, carne, frutta e verdura, alimenti deperibili e di largo consumo. È infatti sentito il bisogno di identificare le azioni chiave da intraprendere per il progresso e l’espansione del settore, così da essere di supporto anche allo sviluppo dell’economia locale. Continua a leggere

Le Nazioni Unite a convegno a Parigi: il clima in primo piano

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A Parigi ha preso le mosse l’Inter-Regional Thematic and Network Meetings for National Ozone Officers, primo incontro promosso dall’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite in collaborazione con l’Unesco, che ospita la settimana di lavori.
La riunione è utile a coordinare le azioni degli Stati circa la phase down HFC sancita dell’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal.
Tra i relatori Marco Buoni, Direttore del Centro Studi Galileo e Vice Presidente dell’Associazione Europea dei Tecnici del Freddo AREA e Madi Sakande, docente Centro Studi Galileo e imprenditore nel settore del freddo.
Madi Sakande è intervenuto nella quinta sessione di lavori con una relazione sulle attività chiave per le Nazioni in via di sviluppo coinvolte nella phase down HFC  (clicca qui per scaricare la relazione).
Marco Buoni ha tenuto la propria relazione ieri in una sessione dedicata alle Nazioni della west Asia (clicca qui per scaricare la relazione).
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