Le Nazioni Unite a convegno a Parigi: il clima in primo piano

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A Parigi ha preso le mosse l’Inter-Regional Thematic and Network Meetings for National Ozone Officers, primo incontro promosso dall’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite in collaborazione con l’Unesco, che ospita la settimana di lavori.
La riunione è utile a coordinare le azioni degli Stati circa la phase down HFC sancita dell’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal.
Tra i relatori Marco Buoni, Direttore del Centro Studi Galileo e Vice Presidente dell’Associazione Europea dei Tecnici del Freddo AREA e Madi Sakande, docente Centro Studi Galileo e imprenditore nel settore del freddo.
Madi Sakande è intervenuto nella quinta sessione di lavori con una relazione sulle attività chiave per le Nazioni in via di sviluppo coinvolte nella phase down HFC  (clicca qui per scaricare la relazione).
Marco Buoni ha tenuto la propria relazione ieri in una sessione dedicata alle Nazioni della west Asia (clicca qui per scaricare la relazione).
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PRONTI, PARTENZA VIA! L’AFRICA E L’EMENDAMENTO DI KIGALI

AfricaRiportiamo quanto pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare circa l’attività in Africa per uno sviluppo sostenibile, a cui il Centro Studi Galileo ha contribuito e continua a contribuire ampiamente, tramite corsi di formazione e certificazione. Pubblicato da UNIDO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) su iniziativa e con il contributo del  Ministero dell’Ambiente, il rapporto “Africa and the Kigali Amendment”Lo studio analizza le opportunità per il continente africano derivanti dall’attuazione dell’Emendamento di Kigali: l’accordo, raggiunto nel 2016 in Ruanda, che emenda il Protocollo di Montreal e impone a tutti i Paesi l’obbligo di progressiva e sostanziale riduzione degli idrofluorocarburi (HFC), potenti gas serra comunemente utilizzati per il condizionamento dell’aria e la refrigerazione.

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Il buco dell’ozono si sta riducendo. Nel 2017 è tornato a livelli pre 1988! [VIDEO]

Il buco dell’ozono torna a livelli pre ’88. Così affermano gli scienziati di NASA e NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), prevedendo che la riduzione proseguirà negli anni a venire.
Per fornire qualche dato il buco dell’ozono misura quest’anno due volte e mezzo la superficie degli Stati Uniti, ovvero il 17% in meno del 2016. Il picco massimo del 2017 è stato di 23 milioni di km quadrati, 5 in meno rispetto al 2015.
I risultati delle politiche iniziate negli anni ’80 cominciano a vedersi in maniera importante.
I principali responsabili del buco dell’Ozono sono stati i gas refrigeranti utilizzati massicciamente fino al 1987 (firma del Protocollo di Montreal) nel settore RAC.
Il Protocollo di Montreal che ha messo al bando le sostanze ozono lesive è stato siglato da 197 Nazioni Mondiali e le previsioni di chiusura totale del buco dell’ozono ci portano al 2070.

 

In diretta ora! “Le opportunità per lo sviluppo sostenibile dell’Italia e dell’Unione europea” organizzato dal Kyoto Club ad un anno dagli accordi di Parigi

HB_3nov2017_parigi_streaming“Le opportunità per lo sviluppo sostenibile dell’Italia e dell’Unione europea”: ad un anno esatto dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima, Kyoto Club organizza una mattinata di riflessione sulle prospettive della sua attuazione. L’appuntamento è alle ore 9,45 presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio. Aprirà l’iniziativa la presidente della Camera, Laura Boldrini. Parteciperanno: Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente della Camera, Gianni Girotto, capogruppo del M5S Commissione Industria del Senato, Catia Bastioli, ceo di Novamont e Presidente Kyoto Club e Terna, Gianluigi Angelantoni, ceo di Angelantoni Industrie e Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, Lorenzo Radice, responsabile Funzione sostenibilità Ferrovie dello Stato, Claudio Andrea Gemme, presidente del gruppo tecnico industria e ambiente di Confindustria, Gianfranco Bologna, direttore scientifico di Wwf Italia, Laura Bruni, direttrice Affari istituzionali e relazioni esterne di Schneider Electric, Simone Mori, direttore Affari europei di Enel e presidente di Elettricità futura.
L’evento  è organizzato con il sostegno del Ministero dell’Ambiente.

Per visualizzare le diretta: http://webtv.camera.it/evento/12087

L’Associazione dei Tecnici del Freddo al 12° Sustainability Summit di New Delhi

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L’Unione Europea in collaborazione con la Confederazione delle industrie indiane promuove un meeting per contrastare i cambiamenti climatici. Il rappresentante di tutte le Associazioni dei Tecnici del Freddo europee Marco Buoni sottolinea che “Il settore della Refrigerazione può fare molto per la salvezza del clima”
Dialogo aperto tra UE e India. Scambio di buone pratiche per la salvaguardia del clima, argomento mai come oggi d’attualità: gli uragani sferzano l’America centrale e settentrionale, la siccità aumenta in Africa e la superficie ghiacciata dei Poli non è mai stata ai minimi termini come nell’estate appena trascorsa.
“L’industria può fare molto, particolarmente quella del settore Refrigerazione e Condizionamento che ha utilizzato, e in parte utilizza ancora, potenti gas che causano effetto serra e cambiamenti climatici e che consuma il 17% dell’energia elettrica mondiale” dichiara Buoni. Continua a leggere

Missioni su mandato Commissione Europea e Governo Thai di ATF in India e Thailandia

India-UE Clima & Clean Energy 2017 e RHVAC 2017 Bitec Bangna Bangkok. L’Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo sarà in oriente dal 6 al 10 settembre per due importanti eventi ai quali è stata invitata in quanto rappresenta i massimi esperti internazionali sulla formazione e l’informazione in ambito RACIn primis India-UE Clima & Clean Energy 2017,  il 6 e 7 settembre, nato per favorire il dialogo e la partnership nell’affrontare le sfide del cambiamento climatico tra l’Unione Europea e il colosso asiatico.
La refrigerazione e condizionamento sono in primo piano in questo processo ed il compito dell’associazione sarà di spiegare come il cambiamento è avvenuto con successo in Italia ed in Europa. In particolare per l’aumento delle competenze, per il risparmio energetico grazie all’innovazione in ambito costruttivo, per la corretta installazione e manutenzione.  Buone pratiche che causeranno minori impatti climatici.
Formazione, pianificazione, finanziamento dei nuovi impianti e tecnologie “verdi” per il raffreddamento saranno i temi centrali, sui quali si mira ad una una visione condivisa delle priorità per la cooperazione tra UE e India sui cambiamenti climatici.
Il meeting si svolge in concomitanza con il 12° Vertice di Sostenibilità di Nuova Delhi dove ATF è ulteriormente invitata ad intervenire nella sessione “Green cooling and sustainable refrigeration”.
A seguire RHVAC 2017, Bitek Bangna Bangkok, Tailandia in programma dal 7 al 9 settembre, seconda fiera della refrigerazione più importante dell’Asia.
Il Governo thailandese, sotto segnalazione delle istituzioni del settore del continente asiatico, ha invitato ATF, al fine di accrescere il prestigio dell’evento atto a migliorare l’organizzazione delle Associazioni locali dei Tecnici del Freddo con nuove partnership internazionali.
In tale occasione avverrà infatti l’incontro con l’associazione Thailandese della Refrigerazione TRA che la stessa ATF ha introdotto in AREA.
Ha dichiarato Marco Buoni: “Siamo onorati dell’invito del governo thailandese e della Commissione Europea alla partecipazione a questi importanti eventi che sottolineano l’importanza internazionale della nostra Associazione e mettono al centro, nella lotta ai cambiamenti climatici, la professione del Tecnico del Freddo”

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Il Parlamento Europeo approva l’Emendamento di Kigali! L’Europa affronta con responsabilità e leadership globale i problemi legati ai cambiamenti climatici

RWANDA-ENVIRONMENT-WARMING-OZONE-HFCUltim’ora! Il Parlamento Europeo ha dato il proprio consenso al Consiglio dell’Unione Europea sull’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal. Il Consiglio può ora adottare formalmente la decisione e ratificare l’emendamento a nome dell’UE.
Il protocollo di Montreal è un accordo misto, gli Stati membri dell’UE ratificheranno l’Emendamento singolarmente, conformemente ai loro processi parlamentari nazionali, in alcuni casi già avviati.
La ratifica dell’Emendamento di Kigali richiede il consenso di 20 Nazioni. L’UE e i suoi Stati membri sono sufficienti per la sua entrata in vigore. Una dimostrazione della leadership dell’UE in questo campo, come già accaduto con il regolamento F-Gas del 2015.