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Le aziende del condizionamento diventano multinazionali per competere in un mercato globale ed in espansione

Articolo di Marco Dall’Ombra,         
Le iniziative di fusione e acquisizione nel settore HVAC/R sono sempre state all’ordine del giorno. Tuttavia, a partire dagli inizi degli anni 2000, sono diventate sempre più frequenti ed hanno mobilitato investimenti sempre maggiori. A distanza di venti anni, ritengo possa essere interessante osservare il quadro d’insieme.

Nella tabella precedente sono incluse le principali acquisizioni avvenute nel corso degli ultimi venti anni, quasi sempre ad opera di gruppi quotati in borsa nei confronti di aziende non quotate e di proprietà di singoli azionisti, famiglie o fondatori.

Questi gruppi “predatori” sono:

  1. “aperti” – chiunque può diventarne socio acquistando le azioni in borsa;
  2. “scalabili” – se si acquista un numero congruo di azioni ci si può sedere nel board. Se questo numero è particolarmente significativo è possibile diventarne il proprietario. La capitalizzazione di borsa è anche un indicatore del “chi può acquisire chi”, almeno a livello teorico.
  3. “trasparenti” – devono costantemente fornire informazioni agli azionisti e al mercato, sia sull’andamento economico che sulle scelte strategiche.

Alcune considerazioni generali:

È importante precisare che le informazioni raccolte nella tabella riassuntiva hanno l’unica finalità di aiutare a comprendere, attraverso l’utilizzo di alcuni dati pubblici, quali siano i principali attori di mercato a livello mondiale. Chiunque fosse interessato ad approfondire aspetti specifici a riferirsi unicamente alle comunicazioni ufficiali periodicamente emesse dalle aziende stesse.

CONCLUSIONI

Risulta quindi possibile stilare una serie di considerazioni sul settore. Innanzitutto, per entrare nell’Olimpo del mercato, ci vuole tempo: mai meno di 35 anni. Per stare sul podio, però, occorre almeno un secolo. Unica eccezione le aziende cinesi, grazie al doppio ruolo di “fabbriche del mondo” e beneficiarie dello straordinario sviluppo interno. Si può diventare leader globali ma la propria area geografica di origine è sempre quella che contribuisce maggiormente al risultato complessivo.

Arriva comunque il momento in cui la crescita deve necessariamente includere un’attività mirata di M&A. Sembra poterne farne a meno solo chi è molto focalizzato in termini di prodotto o di area geografica di attività. A proposito di M&A, l’accordo tra Carrier Corporation e Viessmann (non incluso nei dati esposti in tabella), modificherà il profilo del gruppo americano in maniera non trascurabile. In termini di fatturato, l’effetto dipenderà da quanto la componente acquisita andrà a compensare la porzione generata dalla divisione Fire & Security and Commercial Refrigeration cabinet che Carrier Corporation ha dichiarato di voler cedere entro il 2024. Quanto alla distribuzione geografica, è presumibile che si assisterà al consolidamento dell’area EMEA, come seconda per importanza, allargando così il divario con quella ASIA-PACIFICO.

Competere su questo mercato mondiale richiede un insieme di qualità non comuni. È bello però vedere come ogni macroarea geografica abbia visto nascere aziende in grado di esprimerle tutte ed in maniera completa.

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