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Pump it down: perché le vendite di pompe di calore sono diminuite nel 2023, ma avranno un futuro certo

Da EHPA pubblichiamo:
Gas a basso costo e prestiti bancari costosi sono due delle ragioni principali per cui le vendite di pompe di calore sono diminuite lo scorso anno, secondo una nuova indagine condotta in 16 mercati europei*.

Il calo del 5% dai 2,77 milioni di unità vendute nel 2022 ai 2,64 milioni nel 2023 inverte un decennio di crescita.

Sebbene ogni situazione nazionale sia unica, ci sono temi condivisi dietro la diminuzione delle vendite, secondo il rapporto dell’Associazione europea delle pompe di calore (EHPA).

Nel complesso, il cambiamento di politica è il fattore numero uno che ritorna più e più volte, con variazioni a seconda del paese. Ad esempio, l’annunciato futuro regime di sovvenzioni più elevate in Austria potrebbe aver indotto i consumatori interessati a ritardare l’acquisto di una pompa di calore. D’altra parte, la rimozione del sostegno pubblico in Italia ha intaccato l’interesse dei consumatori. Nei Paesi Bassi, l’attuale mancanza di un governo mentre proseguono i colloqui di coalizione ha generato cautela.

Un altro impatto cruciale è stato causato dai prezzi dell’energia, in particolare dal calo del prezzo del gas, con i prezzi dell’elettricità spesso pesantemente tassati. È il caso, ad esempio, della Polonia, dove l’elettricità ha un prezzo quattro volte superiore a quello del gas attuale e non c’è chiarezza sui livelli futuri dei prezzi dell’elettricità, mentre i prezzi del gas sono “congelati” dal governo. La Slovacchia, dove i prezzi dell’elettricità sono tre volte superiori a quelli del gas, sta vivendo un’esperienza simile.

In Finlandia e in Francia, il rallentamento dei nuovi progetti abitativi causato dagli alti tassi d’interesse è in parte responsabile del calo delle vendite. In Spagna, il tasso di ristrutturazione è rallentato, il che significa che le caldaie a gas non vengono sostituite dalle pompe di calore. In Portogallo, l’inflazione sta colpendo duramente i consumatori e rallentando la spesa.

Non è scienza missilistica: se si pasticcia con la politica, si farà casino con il mercato”, ha commentato Jozefien Vanbecelaere, capo degli affari europei presso l’EHPA“L’incertezza o il cambiamento delle regole fanno sì che gli investitori e i consumatori diventino nervosi. È fondamentale che politiche nazionali e dell’UE siano stabili e solidali. Lo stesso vale per rendere le pompe di calore la scelta più conveniente, spostando l’onere fiscale dall’elettricità e premiando i proprietari di pompe di calore per aver aggiunto flessibilità al sistema energetico, ad esempio offrendo loro tariffe vantaggiose“.

Affrontare queste sfide può non solo rivitalizzare il mercato delle pompe di calore, ma anche contribuire a una maggiore indipendenza energetica, alla decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento e alla crescita sostenibile nel settore europeo del riscaldamento e del raffrescamento.

*I paesi inclusi sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Il report è consultabile di seguito:

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