
La fase di fusione è cresciuta a dismisura e la colpa non è solo il caldo africano che ha investito l’Europa e le conseguenze sono significative. L’apporto all’innalzamento globale dei mari da parte del ghiaccio groenlandese è di circa il 30%.
Le cause principali parrebbero essere il regime di alta pressione che ha legato le temperature dei ghiacci in un range tra 2 e 7 gradi centigradi e l’inscurimento della superficie ghiacciata. Molto semplice quindi: una superficie scura assorbe più calore e se la superficie è fatta di ghiaccio si scioglie con maggiore facilità.
L’inscurimento della superficie è un problema difficilmente risolvibile. E’ in parte determinato dalle polveri degli incendi della tundra artica facilitati dal calore intenso e in parte dalle acque di scioglimento che sono più scure del ghiaccio. Quindi un problema irrisolvibile: le acque scure aumentano la temperatura causando a loro volta altre acque più scure del ghiaccio sciolto.
La base di tutto come vediamo è sempre il surriscaldamento del pianeta causato dall’attività dell’uomo. Quanto sta affrontando il nostro settore per limitare i danni ambientali relativi alle produzioni si rivela quindi quantomai opportuno e necessario, nonostante i disagi e i costi di investimento che aziende e tecnici si trovano a sostenere.
