Da U-3ARC:
Dal 3 al 7 giugno 2024, i tecnici RAC di Capo Verde, Madagascar, Niger, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Ciad, Togo e Benin hanno beneficiato, nell’ambito dei cicli di formazione UNEP (Ozone Action), in collaborazione con la Direzione Generale Ambiente e Clima, nonché sotto gli auspici del Ministero Beninese dell’Ambiente e dei Trasporti, di un workshop regionale di formazione e certificazione per i tecnici RAC, a Cotonou.
Autore: Daouda MBaye, Journalist
La formazione e certificazione dei tecnici africani del freddo e condizionamento dell’aria continua senza sosta. Ultima tappa, co-organizzata da UNEP (Ozone Action), in collaborazione con DG Clima, sotto il Ministero dell’Ambiente e dei Trasporti del Benin, e Centro Studi Galileo (ove Madi Sakandé e Said El Harch sono formatori e certificatori), un Workshop Regionale di Formazione e Certificazione, che si è svolto a Cotonou dal 3 al 7 giugno 2024.
La formazione e la certificazione dei tecnici africani del settore della refrigerazione comportano numerosi vantaggi, sia per gli individui sia per l’intero continente. È importante che i governi e le organizzazioni internazionali investano nella formazione e certificazione dei tecnici del settore della refrigerazione per stimolare lo sviluppo economico, proteggere l’ambiente e migliorare la salute pubblica in Africa.
Sfruttando l’occasione, Madi Sakandé e Said El Harch, presidente e Segretario Generale di U-3ARC, hanno colto l’opportunità di incontrare, mercoledì 5 giugno 2024, membri e sostenitori dell’Associazione Nazionale del Freddo e del Condizionamento dell’aria del Benin (ANFCB), guidata da Lucien Amoussou, Presidente ANFCB, per sviluppare i primi elementi di una roadmap che consentirà l’ancoraggio delle associazioni nazionali all’interno di U-3ARC. Tutti i partecipanti all’incontro hanno ringraziato e congratulato i primi rappresentanti di U-3ARC per l’approccio intrapreso per promuovere il settore del Freddo in Africa. Hanno anche promesso di ravvivare la propria associazione, attraverso nuove attività e il pagamento della quota di iscrizione e della quota associativa, per permettere al settore del freddo di prosperare a beneficio delle future generazioni di africani.

