Site icon I&F ONLINE

Il Ministero a gamba tesa: controlli a tappeto sugli operatori di apparecchiature che contengono gas fluorurati. TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE A UNIONCAMERE

PICT2046Notizia importantissima per tutti i frigoristi italiani. Il Ministero dell’Ambiente ha richiesto a Unioncamere i dati delle certificazioni non ancora effettuate in base al Dpr 43/2012.
IN FONDO ALL’ARTICOLO RIPORTIAMO INTEGRALMENTE LA LETTERA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE INDIRIZZATA A UNIONCAMERE
Il DPR è chiaro: tutti i tecnici e le imprese che operano su apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra hanno l’obbligo di iscrizione all’apposito Registro (istituito presso il Ministero e gestito dalla Camere di Commercio dei capoluoghi di regione e di Provincia Autonoma) prevedendo l’obbligo di certificazione presso organismi abilitati e certificati.
La deadline per la certificazione è stata il 12 gennaio 2014 data dalla quale tutte le imprese hanno avuto l’obbligo di certificarsi e utilizzare maestranze certificate, anche nel caso di imprese unipersonali.

I dati:

I primi dati sono significativi. Le imprese iscritte al registro sono 51.388 e solo il 26% è in possesso della certificazione a norma di legge. Sui Tecnici la situazione è migliore: solo il 18% non ha ancora conseguito il Patentino Italiano Frigoristi.
Il ministero quindi vuole agire con diffida alle aziende non regolari, in attesa di chiarimenti dalle stesse.

Il Ministero, nel dettaglio, ha richiesto quindi l’invio dei nominativi e le informazioni su supporto informatico;  in particolare:

Le azioni seguono l’intervento del Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Simona Vicari dove chiedeva un intensificazione dei controlli sulle attività illegali nei confronti della commercializzazione degli F-Gas, in ottemperanza ai dettami della Comunità Europea.
E’ sempre brutto parlare di sanzioni e di interruzione delle attività, tuttavia occorre riconoscere il diritto di chi, affrontando costi, ha ottemperato agli obblighi di legge. dovendo subire concorrenza da soggetti che agiscono al di fuori della legalità.
Inoltre quei tecnici che agiscono in contrasto alle normative dimostrano di non capire l’importanza della qualificazione in una professione che, per tutelarsi dalla concorrenza dei paesi a basso costo del lavoro, ha necessità proprio di qualificazione e di registri precisi identificanti chi può svolgere l’attività.

Exit mobile version