
Secondo i rapporti la crescita della Co2 sarebbe derivata da un graduale ridimensionamento dell’utilizzo di refrigeranti HCFC e HFC, dovuta alla lotta al buco dell’ozono e al surriscaldamento globale.
La principale nazione a dotarsi di impianti a Co2 transcritica sarà la Danimarca, che è attuale detentore del record di impianti con una quota di mercato peri al 33,5% con una crescita di mezzo punto prevista nel quinquennio 2015 – 2020.
Le iniziative HFC fase-out sono ricercate specialmente dai supermercati e dalla distribuzione commerciale in genere che è causa dei maggiori consumi in ambito energetico.
A livello globale, il settore domestico delle pompe di calore è quello che ha visto maggiore presenza di CO2 transcritica, con più di 4 milioni di installazioni.
Nonostante i risultati lusinghieri già realizzati, l’uso commerciale della pompa di calore CO2 transcritico è ancora in fase di crescita. La più grande applicazione commerciale per la CO2 transcritia è il segmento supermercati con il 72,4% di quota di mercato nel 2015.
A livello di utenti finali, Cina e Stati Uniti dovrebbero essere le regioni chiave nel prossimo futuro.
Studi sono effettuati, inoltre, da parte delle principali imprese per adattare questi sistemi a climi caldi come il Medio Oriente e Asia – Pacifico.
Il costo di installazione di questi sistemi è diminuito negli ultimi anni, e gli esperti ritengono che il periodo di ammortamento di un sistema di CO2 transcritico sia meno di tre anni.
