
Fortunatamente, l’esplosione della bombola contenente 5 chili di gas refrigerante è avvenuta in mattinata quando gli operai non erano ancora presenti all’interno dello stabilimento Costan. Questo rappresenta il nucleo originario del Gruppo Epta ed è in attività dal 1946 in qualità di laboratorio artigianale per la produzione di ghiacciaie e armadi frigoriferi.
L’ipotesi è che lo scoppio sia stato dovuto ad un difetto della bombola stessa che potrebbe aver subito un cedimento meccanico.
Ricordiamo che l’emendamento porta a 500 grammi il limite di carica per i refrigeranti infiammabili A3 e a 1,2 chilogrammi per i refrigeranti A2L nelle apparecchiature di refrigerazione commerciali. Un motivo in più per essere adeguatamente formati e preparati all’utilizzo di questi refrigeranti.
