È ora disponibile anche in lingua italiana la guida ufficiale di AREA dedicata al contrasto del commercio illegale di refrigeranti e del lavoro non certificato nel settore europeo della refrigerazione, del condizionamento e delle pompe di calore (RACHP). Il documento, pubblicato come position paper nel dicembre 2025, fornisce un’analisi strutturata delle criticità emergenti e delle misure ritenute indispensabili per tutelare la transizione climatica, la sicurezza e la concorrenza leale nel mercato europeo.
AREA ribadisce il pieno allineamento del settore RACHP agli obiettivi dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e neutralità climatica, nonché all’attuazione del Regolamento F-gas e al progressivo passaggio verso refrigeranti alternativi. In questo contesto, le imprese di installazione e manutenzione rappresentano l’anello operativo essenziale tra produttori e utenti finali, chiamate a garantire affidabilità tecnica, efficienza energetica e sostenibilità economica delle soluzioni adottate.
Il documento evidenzia come il commercio illegale di refrigeranti, in particolare di HFC, costituisca una minaccia crescente. La combinazione tra riduzione delle quote disponibili, aumento dei prezzi e forti differenze di costo con i Paesi extra-UE ha favorito lo sviluppo di un mercato nero altamente redditizio. AREA richiama anche i dati dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che nel 2024 ha segnalato il sequestro di migliaia di bombole illegali per un valore di milioni di euro e un impatto climatico equivalente a centinaia di migliaia di tonnellate di CO₂.
Le conseguenze sono rilevanti sotto molteplici profili. Sul piano ambientale, il traffico illecito compromette l’efficacia del phase-down previsto dal Regolamento F-gas, mantenendo sul mercato refrigeranti ad alto GWP a basso costo. Dal punto di vista economico, genera concorrenza sleale a danno delle imprese conformi alle regole, riduce il gettito fiscale e immette prodotti potenzialmente non conformi. Non meno critici sono gli aspetti di sicurezza, legati all’uso di refrigeranti contaminati o etichettati in modo errato, con rischi concreti per tecnici, utenti finali e impianti.
Strettamente connesso a questo fenomeno è il lavoro non certificato, che AREA individua come un ulteriore fattore di destabilizzazione del settore. Tecnici e imprese privi delle necessarie certificazioni possono operare con costi inferiori anche del 20–50%, alterando il mercato e penalizzando i professionisti qualificati. Le ricadute includono installazioni non conformi, prestazioni energetiche scadenti, maggiori rischi per la sicurezza e un danno reputazionale che finisce per coinvolgere l’intero comparto RACHP.
La guida propone una serie di raccomandazioni operative, tra cui l’istituzione di banche dati nazionali per monitorare vendite e cariche di refrigeranti, il rafforzamento dei controlli alle frontiere, l’inasprimento delle sanzioni, la creazione di registri pubblici dei tecnici e delle imprese certificate e l’avvio di campagne di sensibilizzazione rivolte a cittadini e operatori. Centrale, secondo AREA, è anche il riconoscimento del ruolo delle associazioni di settore come interlocutori qualificati tra autorità, imprese e tecnici.

