
Da AREA riceviamo e pubblichiamo:
Il 19 dicembre il Dipartimento per le politiche del Parlamento europeo ha pubblicato uno studio sui PFAS e sul loro ruolo come fattori abilitanti per la competitività dell’industria europea, realizzato su richiesta della Commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE). Lo studio analizza i potenziali effetti di una restrizione totale o parziale dei PFAS, concentrandosi su sei fluoropolimeri chiave e sugli F-gas impiegati nei settori aerospaziale, della difesa, dell’energia verde e dei semiconduttori, evidenziando come, in molti casi, la loro sostituzione risulti non praticabile.
Secondo l’analisi, entrambe le ipotesi di restrizione comporterebbero perdite economiche significative e impatti rilevanti sull’occupazione, con conseguenti rischi per la competitività globale dell’Europa. Lo studio sottolinea come l’assenza di alternative tecnicamente ed economicamente valide possa compromettere intere filiere industriali strategiche.
Il rapporto raccomanda pertanto di escludere gli F-gas dall’ambito di applicazione della restrizione sui PFAS e di concentrare invece la regolamentazione degli F-gas all’interno dell’attuale Regolamento F-gas. Questo approccio consentirebbe di favorire, laddove possibile, lo sviluppo di alternative in modo più graduale, garantendo al contempo all’Europa la capacità di continuare a innovare nelle tecnologie verdi.
Infine, lo studio evidenzia la necessità di una valutazione più approfondita delle deroghe temporanee proposte per gli impieghi dei PFAS nei settori dell’energia verde e delle tecnologie pulite, ambiti molto ampi in cui le alternative si trovano a diversi livelli di maturità tecnologica.
