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F-Gas: trend di vendita e recupero 2019–2024. Dati ISPRA e criticità dalla Banca Dati nazionale

Loghi dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente.

L’analisi dei dati ufficiali della Banca Dati F-Gas relativi agli anni 2019–2024 offre un quadro dettagliato, ma ancora parziale, sul bilancio tra le quantità di gas fluorurati immesse sul mercato e quelle effettivamente recuperate in fase di smantellamento delle apparecchiature.

Le informazioni, estratte dai registri nazionali e suddivise per tipologia di gas (vergine, rigenerato, riciclato) e per finalità d’uso, evidenziano sia progressi nella tracciabilità sia persistenti criticità nella qualità e nella completezza dei dati, soprattutto per quanto riguarda le fasi di manutenzione e di fine vita degli impianti.

Vendite: prevale ancora il gas vergine

Dal 2019 – primo anno di piena operatività della Banca Dati – al 2024, il volume complessivo di F-Gas venduto sul mercato nazionale mostra un andamento variabile ma tendenzialmente stabile, con una netta prevalenza del refrigerante vergine rispetto alle versioni rigenerate e riciclate.
Questa predominanza riflette margini ampiamente migliorabili per quanto concerne la penetrazione della rigenerazione, legata a fattori tecnici, economici e logistici: costi di raccolta e trattamento, disponibilità limitata di impianti certificati, e una domanda di mercato che privilegia la continuità operativa rispetto all’origine del gas.

La quota di gas rigenerato cresce leggermente negli ultimi due anni, segno di un maggiore ricorso alle pratiche di recupero e di un consolidamento del mercato secondario, favorito anche dalle restrizioni introdotte dal nuovo Regolamento (UE) 573/2024, che impone limiti stringenti all’immissione in commercio di HFC ad alto GWP.
Rimane invece marginale il contributo del gas riciclato, utilizzato soprattutto in operazioni interne alle aziende di manutenzione, in virtù della sua natura “locale” e non destinata alla rivendita.

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Recupero da smantellamento: dati ancora disomogenei

I dati relativi al recupero di F-Gas da apparecchiature a fine vita mostrano una situazione più frammentata. Dal 2020 si registra un progressivo incremento delle quantità dichiarate, ma con oscillazioni significative tra le diverse tipologie di refrigeranti.
Gas come R-404A e R-410A continuano a rappresentare la quota principale del recupero, coerentemente con la loro ampia diffusione nel parco installato di impianti commerciali e residenziali. Tuttavia, i volumi complessivi recuperati restano modesti rispetto alle quantità vendute sul mercato nello stesso periodo.
Le cause sono molteplici: non tutte le apparecchiature dismesse vengono registrate, parte degli impianti in funzione precede l’attivazione della Banca Dati (settembre 2019), e la filiera del recupero è ancora caratterizzata da un’elevata dispersione di operatori, con competenze e procedure non sempre uniformi.

L’analisi dei dati evidenzia inoltre la presenza di anomalie dichiarative, con alcuni valori anomali (come cariche di gas superiori a diverse tonnellate per singola apparecchiatura) che, sebbene filtrati, indicano l’esigenza di un rafforzamento dei controlli e di un miglior allineamento dei dati tra installatori, manutentori e centri di raccolta.

Verso una maggiore tracciabilità e armonizzazione

Come noto, ogni operazione – installazione, manutenzione, riparazione o smantellamento – comporta l’obbligo di dichiarare la quantità di gas recuperato, aggiunto o reimmesso, specificando tipologia, origine (vergine, rigenerato, riciclato) e relativa equivalenza in CO₂.
Tali informazioni, unite ai dati sulle quote di immissione nel mercato europeo, consentono già oggi un monitoraggio abbastanza dettagliato del ciclo di vita dei refrigeranti. Tuttavia, la mancanza di un sistema centralizzato e armonizzato a livello europeo limita la possibilità di ottenere una visione univoca e comparabile tra Stati membri.

L’introduzione di strumenti digitali di tracciamento, integrati con registri elettronici e database condivisi, rappresenta il passo successivo per migliorare la trasparenza del sistema. Una futura armonizzazione dei protocolli di monitoraggio – che includa anche i gas estratti durante le manutenzioni e le quantità effettivamente rigenerate – permetterebbe di costruire un quadro più completo del bilancio del carbonio nel comparto HVAC/R.

Il valore dei dati per la transizione del settore

L’esperienza maturata con la Banca Dati F-Gas dimostra come la raccolta sistematica dei dati sia fondamentale per valutare l’efficacia delle politiche di riduzione delle emissioni. I dati, pur con le loro lacune, offrono oggi uno strumento di analisi prezioso per il legislatore, per gli operatori e per le imprese di rigenerazione, che possono orientare le proprie strategie di investimento e di sviluppo tecnologico.

Il passaggio da un sistema frammentato a una filiera integrata del gas refrigerante – dove ogni chilogrammo immesso, recuperato o rigenerato sia tracciato in modo verificabile – sarà decisivo per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica fissati dall’Unione Europea.

Come dimostrano i dati 2019–2024, l’Italia dispone oggi di un patrimonio informativo significativo, ma ancora da valorizzare appieno. La sfida è trasformare questi numeri in conoscenza operativa, capace di guidare il settore verso un’economia circolare reale, efficiente e misurabile.

I DATI SU RECUPERO NEL DETTAGLIO
(cliccare per allargare le immagini, scorrere per consultare i dati antecedenti al 2024)

Refrigerazione

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Pompe di Calore

3 / 6

Antincendio

4 / 6

Condizionamento

5 / 6

Celle Frigorifere

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Commutatori Elettrici

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