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Commercio illegale di HFC in Europa: il nuovo report EIA evidenzia criticità nelle catene di approvvigionamento

Immagine di un documento che discute il commercio illegale di f-gas e il suo impatto sugli obiettivi climatici, con il titolo 'FAKES, FRAUD AND F-GASES'.

Il commercio illegale di idrofluorocarburi (HFC) continua a rappresentare una minaccia concreta sia per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei sia per l’integrità delle catene di approvvigionamento nel settore HVAC/R. È quanto emerge dal rapporto pubblicato nell’aprile 2026 dall’Environmental Investigation Agency (EIA), intitolato Fakes, Fraud and F-Gases, che analizza l’evoluzione del fenomeno alla luce del rafforzamento del quadro normativo europeo.

Tra i Paesi maggiormente coinvolti, il report individua l’Italia come uno dei principali punti critici. La rilevanza del mercato nazionale della refrigerazione, unita al più alto numero di sequestri di HFC registrati a livello europeo, rende il contesto italiano particolarmente esposto alle dinamiche del commercio illecito.

L’indagine, che si inserisce nel solco di precedenti attività svolte nel 2021 e nel 2023, ha approfondito nel 2025 il funzionamento della filiera dei refrigeranti in Italia. Secondo quanto riportato, diversi operatori attivi lungo la catena di distribuzione avrebbero ammesso pratiche irregolari, tra cui il superamento delle quote assegnate, la falsificazione della documentazione commerciale, la riclassificazione di gas vergini come refrigeranti rigenerati e l’elusione dell’IVA. Alcune delle aziende coinvolte avrebbero inoltre dichiarato di rifornire importanti realtà industriali e della grande distribuzione.

Le società citate nel report hanno fornito risposte articolate alle accuse. Alcune hanno negato qualsiasi coinvolgimento in pratiche non conformi, ribadendo il rispetto delle normative vigenti e degli standard di settore, mentre altri operatori hanno evidenziato l’assenza di relazioni commerciali con i fornitori indicati nell’indagine. In diversi casi, le aziende interessate hanno richiamato l’attenzione sui propri sistemi di audit e controllo della supply chain.

Sul fronte dei dati, il report evidenzia un incremento significativo dei sequestri di HFC in Europa, passati da circa 250 tonnellate nel 2023 a oltre 670 tonnellate nel 2024. In Italia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha segnalato sequestri per quasi 500 tonnellate nello stesso anno. Parallelamente, nel gennaio 2026 è stato istituito un tavolo permanente sui gas fluorurati, che coinvolge Ministero dell’Ambiente, Agenzia delle Dogane e Carabinieri, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle attività di contrasto.

Nonostante l’aggiornamento del Regolamento F-Gas nel 2024 abbia già contribuito a limitare la disponibilità di refrigeranti ad alto GWP sul mercato, il report segnala l’emergere di nuove criticità. Tra queste, la diffusione di pratiche fraudolente come l’etichettatura ingannevole di HFC vergini come rigenerati e la commercializzazione di miscele contraffatte a basso GWP.

A complicare ulteriormente il quadro, l’aumento significativo dei prezzi degli HFC, cresciuti fino a dieci volte dall’avvio del phase-down europeo, e la prospettiva di una nuova riduzione delle quote nel 2027, che potrebbe esercitare ulteriori pressioni sul mercato. In questo contesto, il rafforzamento dei controlli, la tracciabilità dei refrigeranti e la formazione degli operatori assumono un ruolo sempre più centrale per garantire la legalità e la sicurezza dell’intero settore.

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