Coronavirus, parla l’epidemiologo: “Aria condizionata? I colpi di calore sono più pericolosi”

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Da laRepubblica.it
Nel corso di un intervento a Radio Capital, nel corso della tramissione “Circo Massimo”, l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha fornito alcuni importanti chiarimenti sul dibattuto tema del rapporto tra condizionamento dell’aria e diffusione del Coronavirus.

L’epidemiologo ha voluto porre l’accento sul fatto che le preoccupazioni in merito al ruolo che i sistemi di condizionamento dell’aria potrebbero avere nella diffusione di Covid-19 sono stati in larga parte alimentati da uno studio (di cui Industria&Formazione ha parlato QUI) che ha fatto però riferimento a circostanze estremamente particolari, dalla prolungata esposizione delle persone coinvolte alla loro posizione statica mantenuta per lungo tempo, e che in ogni caso eventuali problematiche potrebbero essere ascrivibili ai flussi d’aria, e non direttamente agli impianti di condizionamento: “È fuor di dubbio che l’aria condizionata in casa non possa avere alcun effetto sulla trasmissione. I problemi potrebbero essere i flussi d’aria che vengono creati dai condizionatori perché potrebbero spostare le famose goccioline che contengono il virus molto più lontano dal famoso metro di distanziamento. Dipende se l’aria condizionata crea dei flussi“.

Pier Luigi Lopalco ha poi ricordato come non sia al momento realistica una normativa atta a imporre lo spegnimento degli impianti, o altre restrizioni d’uso, considerando inoltre come con l’approssimarsi dell’estate “un colpo di calore potrebbe fare più danno“.

L’intervista può essere visionata CLICCANDO QUI.

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