
ATF – Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo ha ospitato a Casale Monferrato una delegazione internazionale di 11 insegnanti asiatiche del settore RAC, nell’ambito di un programma Train-the-Trainers promosso da UNEP e dedicato alle buone pratiche nella refrigerazione e nel condizionamento, alla gestione degli F-Gas e all’impiego sicuro dei refrigeranti naturali. Il corso, che si è svolto presso la sede principale del Centro Studi Galileo, è stato tenuto dai docenti Antonio Fierro e Roberto Ferraris e coordinato dalla dott.ssa Silvia Romanò.
L’iniziativa ha riunito partecipanti provenienti da diversi Paesi dell’Asia e dell’area himalayana: quattro professioniste dal Bangladesh, una dalle Maldive, una dal Bhutan, due dalla Cina, due dalla Mongolia e una dal Nepal. Era inoltre presente Sonja Wagner, Programme Management Officer di UNEP, a conferma del rilievo internazionale del programma e del suo inserimento nel più ampio quadro delle attività di capacity building a supporto della transizione del settore RACHP. Si è trattato del primo corso organizzato con queste modalità, un passo avanti fondamentale tanto per l’eguaglianza di genere nel settore quanto per la promozione della cultura del freddo nelle regioni coinvolte.
Il corso è stato aperto da Marco Buoni, Segretario Generale di ATF, che ha sottolineato il ruolo strategico della formazione dei formatori nel rafforzamento delle competenze tecniche nazionali. In una fase in cui il comparto della refrigerazione, climatizzazione e pompe di calore è chiamato a confrontarsi con nuove regole, nuovi refrigeranti e requisiti di sicurezza sempre più stringenti, la preparazione di trainer e assessor qualificati rappresenta uno degli strumenti più efficaci per accompagnare lo sviluppo di sistemi di certificazione solidi, coerenti e riconosciuti.
L’iniziativa ha assunto un significato particolare anche per la totale partecipazione femminile. La presenza di una delegazione composta da professioniste internazionali ha confermato il ruolo crescente delle “Women in Cooling” nei percorsi di formazione, certificazione e sviluppo delle competenze. In un settore storicamente caratterizzato da netta prevalenza maschile, il rafforzamento della partecipazione femminile rappresenta un elemento di innovazione e inclusione, oltre che una risorsa fondamentale per la crescita del comparto.
Il programma, articolato in cinque giornate, ha previsto quattro giorni di aggiornamento tecnico e metodologico e una giornata conclusiva dedicata alla valutazione finale. L’obiettivo è stato fornire ai formatori nazionali le competenze tecniche, regolatorie e pedagogiche necessarie per contribuire alla certificazione dei professionisti RAC secondo quadri nazionali e internazionali.
La prima giornata è stata dedicata al rapporto tra certificazione, regolazione e responsabilità ambientale. Il programma ha affrontato il ruolo della certificazione nella promozione della sicurezza, della tutela ambientale e della professionalizzazione del settore. Ampio spazio è stato riservato all’integrazione tra obiettivi climatici, efficienza energetica e sistemi di qualificazione professionale.
Un focus specifico ha riguardato l’impatto ambientale dei refrigeranti e la transizione verso soluzioni ecologiche, tra cui HFO, idrocarburi, CO₂ e ammoniaca. La giornata ha incluso inoltre attività sulle buone pratiche di installazione e piping, con approfondimenti su progettazione di sistemi a tenuta, riduzione delle vibrazioni, espansione termica, brasatura, flaring, prove di pressione con azoto, vuoto, controllo dell’isolamento e verifiche post-intervento.
La seconda giornata è stata dedicata alle competenze tecniche e alla pratica operativa. Sono state esaminate le tecnologie emergenti e la preparazione dei mercati all’adozione dei refrigeranti alternativi, con particolare attenzione alla gestione sicura dei fluidi infiammabili come R290 e R600a. La giornata ha compreso esercitazioni guidate, analisi dei componenti principali – compressori, condensatori, evaporatori e dispositivi di espansione – e attività dedicate alla manutenzione, alla diagnosi dei guasti, al rilevamento delle perdite e alla corretta gestione delle operazioni di recupero, evacuazione e carica. Particolare attenzione è stata riservata anche all’uso degli strumenti calibrati, ai dispositivi di protezione individuale e alle procedure per limitare le emissioni.
La terza giornata è entrata nel merito dello sviluppo dei sistemi nazionali di certificazione. Il programma ha approfondito la costruzione di schemi coerenti con le buone pratiche internazionali, la definizione degli standard occupazionali, il ruolo delle istituzioni, delle associazioni e degli organismi di certificazione. Sono state inoltre analizzate le metodologie di assessment, sia teoriche sia pratiche, con attenzione alla calibrazione delle domande, alla progettazione delle prove operative, ai criteri di valutazione basati sulle competenze, alla sicurezza, all’uso corretto degli strumenti e alla capacità decisionale del tecnico.
La quarta giornata ha affrontato gli aspetti didattici e metodologici del Train-the-Trainers. Le partecipanti hanno lavorato sulle tecniche di apprendimento rivolte ad adulti già attivi nel settore RAC, sull’organizzazione di dimostrazioni guidate, sull’integrazione dei principi di sicurezza ed efficienza energetica nei piani didattici e sulla conduzione di percorsi formativi basati sulle competenze. Sono state previste simulazioni, roleplay, prove di valutazione, utilizzo di checklist e scoring sheet, attività di peer review e momenti di confronto tra le partecipanti.
La quinta giornata è stata dedicata all’assessment finale, con una prova teorica e una prova pratica finalizzate a verificare le competenze acquisite durante il percorso. Questo passaggio ha rappresentato un elemento essenziale del programma, poiché ha consentito di collegare direttamente la formazione alla capacità effettiva di valutare e certificare i professionisti del settore nei rispettivi contesti nazionali.
Il programma ospitato a Casale Monferrato ha confermato il ruolo della formazione come leva centrale per la transizione del settore RACHP. La progressiva riduzione degli HFC, l’introduzione di refrigeranti alternativi, l’aumento dei requisiti di sicurezza e la necessità di migliorare l’efficienza energetica degli impianti richiedono una nuova generazione di formatori, tecnici e assessor in grado di trasferire competenze solide, aggiornate e applicabili sul campo.
Uno degli scopi principali di questo e di numerosi altri progetti è stato quello di promuovere una diffusione capillare e coesa della conoscenza, per arrivare ad avere programmi di formazione e certificazione sempre più allineati a livello globale.

