I risultati dell’indagine dell’Agenzia europea per l’ambiente sui gas fluorurati ad effetto serra

image-copiaARPAT, agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, ha pubblicato un interessante resoconto dei dati comunicati dalle aziende europee sulla quantità di gas fluorurati ad effetto serra prodotti, importati ed esportati nel 2015.
I dati sono stati forniti in un report di fine 2016 dall’Agenzia europea per l’ambiente.
Questi gas sono stati originariamente introdotti per sostituire le sostanze chimiche che danneggiano lo strato di ozono e sono utilizzati in molti prodotti diversi, tra cui frigoriferi e condizionatori d’aria.
Pur non riducendo lo strato di ozono, queste sostanze sono potenti gas serra, in genere con una lunga durata di vita in atmosfera: la loro graduale riduzione si rende pertanto essenziale nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Il report, nel tracciare i progressi dell’Unione europea verso l’obiettivo dell’UE di ridurre le emissioni di gas fluorurati di due terzi entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010, conferma anche per il 2015 una diminuzione nella produzione, importazione ed esportazione di tali gas.
Grandi riduzioni dei consumi e delle emissioni di tali gas sono attese a seguito di una nuova misura che fisserà progressivamente un limite alla vendita di idrofluorocarburi (i principali gas fluorurati) sul mercato comunitario fino al 21% in meno entro il 2030.
Inoltre, il divieto di utilizzare i gas fluorurati che hanno un elevato potenziale di riscaldamento globale dovrebbero tradursi in ulteriori riduzioni.
Questi i principali risultati del report, che contiene una sintesi dei dati comunicati dalle aziende dell’Unione europea relativamente al 2015:

  • la produzione di gas fluorurati dell’UE ha continuato a diminuire nel 2015 per il quinto anno consecutivo dal 2011 (- 5% come CO2-equivalente);
  • nel 2015 le importazioni verso l’UE sono diminuite di circa il 40%, rispetto ai valori eccezionalmente elevati segnalati nel 2014 (sia in peso che in CO2-equivalente);
  • le esportazioni fuori UE sono diminuite del 2% (in peso) e 1% (CO2-equivalente) rispetto al 2014; tuttavia, rispetto al 2013, le esportazioni nel 2015 sono aumentate del 18% (in peso) e del 23% (CO2-equivalente);
  • il rifornimento all’ingrosso è diminuito di circa il 24% (in peso e come CO2-eq.) rispetto al 2014.

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