TIME MAGAZINE, il pianeta non può aspettare: “One Last Chance” per la lotta ai cambiamenti climatici

Il più celebre magazine al mondo rinnova l’allarme: da Greta Thunberg al Dalai Lama, si moltiplicano le voci a difesa del clima, la vera grande battaglia della nostra epoca.

Il 2020 sarà l’anno decisivo per la lotta ai cambiamenti climatici: è questo il messaggio che TIME MAGAZINE ha voluto lanciare nel numero di Giugno, rimarcato dalla significativa copertina di Jill Pelto.

Il numero, dedicato al climate change e ai rischi globali che comporta, soprattutto conseguentemente alla battuta d’arresto che la pandemia globale ha rappresentato. Justin Worland, autore dell’articolo principale, ha messo in evidenza come il rischio più grande rappresentato dal coronavirus sia il modo in cui ha distolto l’attenzione dai cambiamenti climatici, la più grande sfida che si profila all’orizzonte. L’approccio di Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea, risulta particolarmente apprezzato: oltre 800 miliardi a disposizione per rilanciare l’economia a partire da un modello più green e sostenibile, con un nuovo Green Deal Europeo.

La posizione di Worland è chiara: con il pianeta già riscaldato di oltre 1.1° dai tempi della Rivoluzione Industriale, occorre dimezzare le emissioni nocive entro il 2030, onde scongiurare lo spauracchio della crescita di 2°, le cui conseguenze sarebbero disastrose e imprevedibili. Worland ha puntato il dito anche contro il cosiddetto enviromental racism: negli stati uniti, le minoranze nere e latine sono esposte in misura maggiore agli effetti dell’inquinamento ambientale, in rapporto a quanto vi contribuiscono.

TIME Magazine ha dedicato spazio anche a due delle voci più ascoltate negli ultimi anni, dalla giovanissima Greta Thunberg (No ‘Green Deal’ will be ambitious enough to save the planet, che ha ricordato come la salvaguardia dell’ambiente non sia solo nelle mani dei potenti, ma anche in quelle dei singoli cittadini) al Dalai Lama (We Must Act as One to Preserve Our World, invito all’azione collettiva per preservare e salvaguardare l’ambiente, in cui tutti viviamo).

Un grande dibattito (Emily Barone, Can Big Agriculture ever go green?) tocca direttamente la produzione alimentare: è indispensabile mitigare gli effetti ambientali che allevamenti e agricoltura intensiva comportano, anche considerando la natura rurale di numerosi stati, soprattutto quelli centrali, degli USA.

Sebastian Kurz (The climate fight cannot be partisan), Cancelliere federale dell’Austria, ha ricordato infine come la lotta ai cambiamenti climatici non debba essere politicizzata: la scelta non può essere tra la salvaguardia dell’economia e quella dell’ambiente, ma l’ambiente può essere difeso anche e soprattutto tramite una ricostruzione dalle basi dell’economia nazionale, a partire da modelli produttivi sempre più green e sostenibili.

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