Snapshot of the Antarctic Ozone Hole 2010

Il Buco dell’Ozono si sta chiudendo: lo conferma un innovativo studio del MIT

Un recente studio pubblicato su Nature dal MIT conferma che il buco dell’ozono antartico, scoperto nel 1985, sta gradualmente chiudendosi grazie alla riduzione delle sostanze che lo impoveriscono, come previsto dal Protocollo di Montreal. I ricercatori hanno impiegato un metodo innovativo di “fingerprinting”, ereditato dagli studi sul cambiamento climatico, per distinguere gli effetti antropogenici dalla naturale variabilità meteorologica. Attraverso simulazioni atmosferiche e analisi satellitari, lo studio ha tracciato, in funzione del mese e dell’altitudine, un “impronta” del recupero dell’ozono che risulta sempre più marcata sin dal 2005.

Gli autori, tra cui Susan Solomon e Peidon Wang, hanno confrontato diverse simulazioni: in alcune condizioni l’aumento dei gas serra e in altre la diminuzione degli ODS. I dati ottenuti hanno mostrato una crescente convergenza tra simulazioni e osservazioni reali, evidenziando un recupero dell’ozono con una confidenza del 95%. Questo risultato rappresenta la prova statistica più solida fino ad oggi, dimostrando che la riduzione degli ODS ha avuto l’effetto predominante sul ripristino della barriera ozonica.

Lo studio sottolinea che, se questa tendenza continuerà, entro il 2035 si potrà osservare un anno in cui non si registreranno più impoverimenti stagionali dell’ozono antartico, segnando la definitiva chiusura del buco. “È emozionante pensare che alcuni di noi possano vedere il buco dell’ozono scomparire completamente nel corso della propria vita,” afferma Solomon. I ricercatori evidenziano inoltre come questo approccio di “fingerprinting” possa servire da modello per altri paesi nel monitoraggio e nella gestione delle emissioni, rafforzando la capacità globale di risolvere i problemi ambientali attraverso il rispetto degli accordi internazionali.

Lo studio completo è disponibile CLICCANDO QUI.

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