La refrigerazione in Africa: l’urgenza di modernizzare le attrezzature

(Di Lassané OUÉDRAOGO) In Africa, i tecnici della refrigerazione svolgono un ruolo cruciale in settori vitali come la sanità e l’agricoltura. Tuttavia, spesso operano con attrezzature obsolete, che ne limitano l’efficienza e compromettono la conformità alle normative ambientali. Questo ritardo tecnologico causa ingenti perdite economiche e rallenta la crescita di un comparto chiave per lo sviluppo del continente. È tempo di cambiare le regole del gioco.

La realtà dietro i numeri

Il problema è diffuso: i tecnici della refrigerazione in tutto il continente lavorano con apparecchiature datate.

Dati principali:

  • L’80% dei tecnici della refrigerazione in Africa utilizza attrezzature obsolete, con una conseguente riduzione dell’efficienza e difficoltà nel rispettare le normative ambientali.
  • Meno del 30% dei centri di formazione dispone di strumenti moderni per preparare adeguatamente i professionisti del futuro.

È noto che le attrezzature più vecchie sono meno efficienti rispetto alle tecnologie moderne: consumano più energia, richiedono una manutenzione più frequente e offrono minore precisione nel controllo della temperatura. Il risultato è una produttività più bassa e costi operativi più elevati.

Questo vale anche per le sfide ambientali. Le normative sui gas refrigeranti si sono evolute, in particolare per quanto riguarda gli idrofluorocarburi (HFC), con una spinta verso soluzioni più sostenibili. Le apparecchiature obsolete utilizzano spesso refrigeranti nocivi (CFC e HCFC) che danneggiano lo strato di ozono e contribuiscono significativamente al riscaldamento globale, rappresentando una seria minaccia al rispetto degli impegni ambientali internazionali.

Cause dell’obsolescenza

Diverse ragioni spiegano perché molti tecnici africani continuino a utilizzare attrezzature superate:

  • Alto costo delle nuove tecnologie: sostituire le vecchie apparecchiature richiede investimenti ingenti, spesso inaccessibili per piccole imprese e tecnici indipendenti.
  • Accesso limitato alle nuove tecnologie: in alcune aree, le carenze infrastrutturali rendono difficile l’importazione di attrezzature moderne.
  • Scarso supporto istituzionale: le politiche pubbliche e i finanziamenti per modernizzare il settore della refrigerazione sono ancora insufficienti.
  • Mancanza di formazione e consapevolezza: alcuni tecnici non sono informati sulle ultime innovazioni o sui vantaggi delle tecnologie più recenti.
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Possibili soluzioni

Per migliorare la situazione si possono adottare diverse strategie:

  • Promuovere la formazione tecnica sulle nuove tecnologie e sulle normative ambientali. In questo ambito, l’organizzazione U-3ARC gioca un ruolo fondamentale. Fin dalla sua fondazione, ha organizzato una serie di webinar e corsi di formazione in presenza.
  • Incoraggiare incentivi governativi per facilitare il rinnovo delle attrezzature e sviluppare soluzioni economicamente accessibili, adatte al mercato africano.

Recentemente, U-3ARC ha lanciato una campagna di comunicazione, invitando i tecnici africani a mostrare il proprio ambiente di lavoro e gli strumenti in dotazione. L’obiettivo è sollecitare i decisori politici a rivedere la tassazione applicata al costo delle apparecchiature per la refrigerazione.

In conclusione, modernizzare il settore della refrigerazione in Africa è essenziale per aumentare l’efficienza dei tecnici, ridurre l’impatto ambientale e accrescere la competitività del mercato. Un approccio integrato basato su innovazione, supporto finanziario e sensibilizzazione potrebbe superare gli ostacoli attuali e favorire una transizione verso tecnologie più efficienti e sostenibili.

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