
Le autorità di Australia e Regno Unito hanno recentemente intensificato l’applicazione delle normative su sostanze che riducono lo strato di ozono e gas fluorurati ad alto impatto climatico. Le due vicende, concluse con sanzioni significative, confermano l’impegno dei governi nel contrasto all’importazione e all’uso irregolare di refrigeranti e apparecchiature non conformi.
In Australia, il Dipartimento per il Clima, l’Energia, l’Ambiente e l’Acqua (DCCEEW) ha inflitto una multa di 18.780 dollari australiani a un’azienda che aveva importato apparecchiature contenenti R410A senza la necessaria licenza, in violazione dell’Ozone Protection and Synthetic Greenhouse Gas Management Act 1989. Sebbene l’R410A non sia ozono-lesivo, il suo elevato GWP lo rende una sostanza altamente climalterante. Il caso evidenzia la severità dei controlli doganali e la cooperazione tra DCCEEW e autorità doganali per impedire l’ingresso sul mercato di gas e apparecchiature non autorizzate.
Parallelamente, nel Regno Unito l’Environment Agency ha reso note sette violazioni della normativa nazionale sugli F-gas, con sanzioni complessive pari a 167.400 sterline. Sei dei casi riguardano l’assenza di adeguate autorizzazioni di quota per l’immissione sul mercato di HFC, mentre uno ha interessato la commercializzazione di bombole non ricaricabili, vietate dal regolamento europeo. Le multe, variabili tra 2.000 e 42.000 sterline, si inseriscono nell’ambito del Fluorinated Greenhouse Gases Regulations 2015, a conferma di una crescente attenzione verso il rispetto dei limiti imposti dal regolamento europeo n. 517/2014.
Questi episodi, seppur distinti, dimostrano un orientamento comune a livello internazionale: rafforzare l’applicazione delle normative ambientali e prevenire pratiche illegali che rischiano di compromettere gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti fissati da protocolli globali come Vienna e Montreal.