Durante Refrigera Show di Bologna, il docente del Centro Studi Galileo Antonio Fierro ha dedicato il proprio intervento a un tema che, più che appartenere a un futuro lontano, riguarda già l’operatività quotidiana di installatori, manutentori e imprese del settore: la transizione verso i refrigeranti alternativi e la necessità di affrontarla con una preparazione tecnica adeguata. Il focus dell’incontro non è stato soltanto normativo, ma fortemente pratico, con un richiamo costante all’urgenza di adeguarsi ai nuovi scenari imposti dal regolamento F-Gas e dall’evoluzione del mercato.
Nel corso della relazione, Fierro ha posto una domanda destinata a orientare tutto il ragionamento successivo: il settore è davvero pronto? Il riferimento è alla progressiva riduzione degli HFC, alla possibile difficoltà di approvvigionamento e al prevedibile aumento dei costi dei refrigeranti tradizionali, fino al punto da rendere sempre meno conveniente la manutenzione di molte apparecchiature. Secondo il docente, i costruttori hanno già recepito il cambiamento e la fiera stessa ne ha fornito una dimostrazione evidente, con una presenza diffusa di soluzioni a CO₂ e propano. Il nodo centrale riguarda ora soprattutto il mondo dell’installazione e del service, che dovrà trasformare rapidamente questa transizione tecnologica in competenza operativa.
Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata ai pilastri del nuovo regolamento F-Gas. Fierro ha richiamato in particolare l’accelerazione del phase-down, il nuovo sistema delle quote, i divieti progressivi di immissione sul mercato e le limitazioni già previste per la manutenzione con gas ad alto GWP. Ha inoltre sottolineato come il quadro normativo europeo stia rendendo sempre più chiaro l’orizzonte di riferimento: bassissimo GWP e progressiva affermazione dei refrigeranti naturali. In questo contesto, ha ricordato anche il ruolo delle nuove categorie di certificazione introdotte dal regolamento di attuazione 2215/2024, che imporranno un aggiornamento sostanziale delle competenze, compreso per molti tecnici già certificati secondo il vecchio schema.
Il passaggio ai refrigeranti alternativi, ha spiegato Fierro, non può però essere letto soltanto in termini di disponibilità dei gas o di scadenze legislative. Cambiano anche i profili di rischio. Ammoniaca, CO₂, propano, butano e HFO impongono una gestione più rigorosa della sicurezza, sia per i rischi di tossicità e infiammabilità, sia per quelli legati alle alte pressioni di esercizio. Proprio per questo la conoscenza delle classificazioni di sicurezza e dei criteri tecnici applicabili diventa essenziale per chi progetta, installa o manutiene impianti.
Al centro dell’incontro è stata quindi posta la norma tecnica EN 378, indicata da Fierro come il riferimento operativo fondamentale per accompagnare il settore in questa fase. Se il regolamento definisce l’indirizzo e gli obblighi, la 378 stabilisce il “come” applicarli, fornendo criteri per progettazione, installazione, esercizio, manutenzione, ventilazione, rilevazione perdite, limiti di carica e gestione dei locali. Per il docente del Centro Studi Galileo, la sua conoscenza non è più opzionale: rappresenta uno strumento decisivo per operare in conformità, ridurre il rischio tecnico e giuridico e affrontare con metodo la trasformazione in atto.
In chiusura, Fierro ha richiamato anche il valore della formazione specialistica come leva competitiva. Chi si prepara oggi, ha osservato, non solo si mette in condizione di rispondere ai nuovi obblighi, ma acquisisce un vantaggio concreto rispetto a chi rimanderà. In questo quadro si inserisce anche il progetto europeo Real Alternatives, promosso da AREA e ATF, che mette a disposizione percorsi gratuiti e riconosciuti a livello internazionale sui refrigeranti alternativi. Il messaggio finale dell’incontro è stato netto: il cambiamento è già in corso, la sicurezza deve diventare una scelta consapevole e la preparazione tecnica è ormai il vero discrimine tra adeguamento passivo e capacità di guidare l’evoluzione del settore.