Italia all’avanguardia nel mondo: il magazzino refrigerato delle mele trentine ricavato nelle profondità di una vecchia cava di dolomia

Melinda_magazzino_ipogeo_val_di_non_interno_celle_1Nella Val di Non, celebre a livello mondiale per la qualità delle proprie mele, da qualche mese si moltiplicano le visite di ricercatori di tutto il mondo.
Dalla Corea del Sud agli Stati Uniti d’America moltissimi esperti vogliono toccare con mano un gioiellino della tecnica: l’impianto di refrigerazione delle mele ricavato in una vecchia miniera che sfruttando la capacità isolante della dolomia (impermeabile ai gas e capace di mantenere costante il rapporto tra ossigeno, azoto e CO2 nell’ambiente) consente risparmi ingentissimi.
Per quantificare: CO2 ( – 40mila kg anno), acqua ( – 27mila metri cubi annui), energia elettrica (-70% e la potenza elettricainstallata per alimentare degli impianti frigoriferi a servizio dellecelle è ridotta dell’80%).
Ipogeo1La realizzazione delle celle direttamente nella roccia naturale ha permesso, inoltre, di risparmiare 850 tonnellate di isolante artificiale utilizzando le proprietà naturali delle rocce e di evitare la cementificazione di terreni per 10mila metri quadri complessivi.
Sono 10,500 le tonnellate di mele depositate (1.050 vagoni), suddivise in 12 celle per un totale di 33.870 bins, nello spazio che misura 15 metri di larghezza, 50 di altezza e che si sviluppa sui 14 metri di una galleria più ampia lunga 17 km!
Ogni singola cella misura 25 metri di lunghezza, 12 di larghezza, 11 di altezza e ha una possibilità di stoccaggio di 880. Alla struttura si accede attraverso un corridoio lungo 150 metri, sempre scavato nella roccia.
L’impianto si trova a Segno di Taio ed è la prima struttura di conservazione a livello mondiale, realizzata sottoterra, in quella che un tempo fu una cava di dolomia per l’estrazione e la produzione di cementi e calci idrauliche.Ipogeo_geologia
L’idea nasce dalla Partnership del Consorzio Melinda e Tassullo SPA (proprietaria della ex-cava), per caso qualche anno fa.
Melinda all’epoca presentò ai soci la necessità di ampliare i magazzini di stoccaggio per un aumento di 50mila tonnellate di mele previsto entro il 2020. Da qual momento di confronto nacque l’idea di utilizzare la vecchia cava.
Il magazzino si trova a 275 metri sotto il livello naturale del terreno che è a 575 mt sul livello del mare e la sua temperatura media si aggira attorno ai 10°C. La frutta è conservata alla media di 1°C in atmosfera controllata tramite raffreddamento in geotermia.
L’acqua che è in temperatura a 10°C, muove dalla falda verso i bacini di accumulo, garantendo il raffreddamento degli impianti di refrigerazione delle singole celle, asportando il calore generato nella varie fasi di condensazione del refrigerante. E’ così che l’impianto viene efficientato garantendo un sensibile risparmio energetico.
MelindaIpogeo09Le celle sono costantemente controllate mediante sonde e sono a tenuta di gas grazie all’impiego di materiali speciali Tassullo realizzati appositamente per l’opera
Luca Granata, Direttore Generale del Consorzio Melinda, all’epoca dell’edificazione della struttura, ha dichiarato: “Ogni anno abbiamo 40.000 visitatori che si recano presso il nostro punto vendita Mondo Melinda. Ognuno di loro potrebbe diventare un potenziale ‘turista’ del sito ipogeo, con conseguenti ricadute in termini di notorietà del nostro territorio e di indotto. D’altra parte, sognare non costa nulla e finora quello che sembrava soltanto un sogno ci ha portato già molto lontano!”

Ecco un interessante video dell’interno della struttura:

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