Eliminazione dei gas nella Refrigerazione industriale: agire prima che sia troppo tardi

unnamedA cura di Mark Hughes, Business Development Manager, Refrigerants, Chemours | I settori della refrigerazione e del raffredamento industriali sono in un periodo di rapidi cambiamenti. Gli utilizzatori finali delle apparecchiature dovrebbero richiedere ai fornitori di nuove apparecchiature e dei servizi di assistenza e manutenzione: “In che modo mi aiuterete nella transizione dagli HFC (Idrofluorocarburi) con elevato GWP (potenziale di riscaldamento globale) ai refrigeranti con un GWP minore, con un impatto minimo sulla mia attività lavorativa?”

Dove vengono utilizzati gli HFC?

Gli HFC vengono utilizzati soprattutto per applicazioni di refrigerazione e climatizzazione, dalla refrigerazione commerciale al condizionamento d’aria fino alle pompe di calore. Sono utilizzati anche per altre applicazioni quali i propellenti, gli inibitori del fuoco e gli agenti espandenti nelle schiume.
Oggi, gli HFC più comunemente utilizzati presentano una tossicità molto bassa e sono non-infiammabili. Perciò hanno conosciuto una forte espansione per una vasta gamma di applicazioni nei settori della refrigerazione industriale e commerciale, e del raffreddamento. Ciò nonostante, il tallone di Achille degli HFC è che sono, in molti casi, dei gas ad alto potenziale di riscaldamento globale con un GWP migliaia di volte superiore al CO2. Questo rappresenta un problema solo nel caso in cui questi gas sono rilasciati nell’atmosfera e tali situazioni erano molto diffuse in passato.

Il regolamento europeo

Nel gennaio 2015, la norma F-Gas fu introdotta in Europa per guidare il mercato verso soluzioni con un GWP ridotto. L’approccio utilizzato comprende un tetto quantitativo massimo e la riduzione progressiva della quantità di HFC autorizzati a essere collocati sul mercato europeo via un sistema di quote, espresso in tonnellate di CO2 equivalente. Queste quote vengono ridotte anno dopo anno e di conseguenza i refrigeranti ad elevato GWP quali l’R404A sono meno disponibili e i prezzi aumentano. Nel grafico (Fig. 1) si può vedere che il taglio più importante delle quote si verificherà a partire dal 1 gennaio 2018. Tuttavia, va osservato che le apparecchiature pre-caricate importate da paesi extra UE (principalmente condizionatori split) e che rappresentano oggi circa il 12% delle quote sono già state inglobate nel sistema di quote del 1 gennaio 2017. Ciò significa che entro tre anni l’industria della refrigerazione europea sarà stata confrontata a una riduzione di quasi 50% delle quote disponibili. Quindi questo accadrà ben prima del divieto di utilizzo di prodotti quali l’R404A per la manutenzione che entrerà in vigore nel 2020. Questo mette l’industria di fronte a una sfida significativa.

Il Documento integrale sarà reperibile nel numero 8 di Industria&Formazione, la principale rivista cartacea del settore

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