Un ponte che unisce l’Italia e la Tunisia

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Le Agenzie per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (UN Environment ed UNIDO) promuovono da anni una serie di attività volte al raggiungimento degli obiettivi preposti dall’Emendamento di Kigali, nonché dall’Agenda globale 2030 per lo sviluppo sostenibile, per il rispetto delle scadenze imposte dal piano di riduzione totale dei gas HCFC, e graduale degli HFC, gas nocivi per lo strato d’ozono.
Come diretta conseguenza, la tecnologia avanza esponenzialmente, dovendo stare al passo con le disposizioni degli accordi internazionali e per rispondere all’insorgenza di nuovi bisogni; è proprio in questo contesto che si inserisce l’importanza della formazione continua del personale, che deve essere costantemente aggiornato.
Per queste ragioni, in pochi mesi le Nazioni Unite hanno moltiplicato le richieste di training dei lavoratori, per sostenere la crescita economica e sociale dei Paesi in via di sviluppo in questa fase di transizione. Naturalmente, è interessato in primis il settore della refrigerazione e del condizionamento, legato sia al benessere delle persone (abitazioni, ospedali, ristorazione, ecc.), che al progresso tecnologico (nuove tecnologie e nuovi gas refrigeranti in commercio). La formazione avviene sia tramite corsi teorico-pratici, che sotto forma di seminari e convegni per tutti i Paesi del mondo.
In particolare, proprio in questi giorni si sta svolgendo il primo di tre corsi di formazione ed aggiornamento per tecnici del freddo tunisini, operanti nel settore HVAC/R. Il programma va dalle basi della fisica e della termodinamica, fino ai problemi di progettazione e manutenzione dei sistemi. Da non dimenticare la fondamentale parte pratica, per la sicurezza sul lavoro, la riparazione ed installazione dei macchinari e le pratiche quotidiane. La sessione si concluderà con una prova d’esame, al termine della quale verranno consegnati l’attestato CSG e la certificazione F-gas. Come già due anni fa, i docenti sono Luca Rollino e Madi Sakandé, esperti trainer del Centro Studi Galileo e già docenti di un corso pilota a Tunisi svoltosi nel settembre 2016.
Il Centro Studi Galileo, che da più di 20 anni collabora con l’ONU, partecipa a questa fondamentale attività portando avanti in questo momento ben 10 progetti, in contemporanea con la fervente attività su suolo italiano (300 sessioni e 3000 tecnici certificati in un anno) – Argentina, Balcani, Bahrein, Cina, Caraibi, Iran, Iraq e Medio Oriente, Gambia, Costa d’Avorio, solo per citarne alcuni. La maggior parte dei programmi include Paesi emergenti, come appunto la Tunisia.

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