U-3ARC, lettera aperta sull’impatto dell’uso degli idrocarburi come refrigerante in Africa

Madi Sakandé nel corso del XIX Convegno Europeo del Centro Studi Galileo

Da U-3arc riceviamo e pubblichiamo:
La refrigerazione e il condizionamento dell’aria sono pilastri importanti per la sostenibilità dell’Africa. Pertanto, per assicurarsi che siano efficaci, è necessario disporre di Tecnici che padroneggino l’evoluzione della tecnologia e i suoi rischi in questo contesto di globalizzazione.

Dalla scoperta dell’assottigliamento dello strato di ozono da parte dei gas refrigeranti clorofluorocarburi utilizzati dall’industria della refrigerazione e dai tecnici, abbiamo assistito a una corsa frenetica per trovare una risorsa sostitutiva.

L’attuazione del Protocollo di Montreal e dei suoi emendamenti sono indubbiamente un ottimo esempio, in quanto questi accordi ambientali internazionali mirano a ridurre ed eventualmente eliminare alcune sostanze che impoveriscono lo strato di ozono e altre che sono gas a effetto serra.

Ciò ha portato all’emergere di nuovi refrigeranti alternativi senza alcun impatto sullo strato di ozono e con un basso potenziale di riscaldamento globale. Tra questi fluidi alternativi, vorremmo attirare la vostra attenzione sugli Idrocarburi (HC) (Esempio: R290 – R600 – R600a – R1270 -…) che sono diventati i refrigeranti principali, soprattutto nel campo della refrigerazione domestica. Se questi fluidi rappresentano un vantaggio dal punto di vista ecologico (Potenziale di distruzione dello strato di ozono = 0, basso Potenziale di Riscaldamento Globale), hanno anche un grosso svantaggio perché sono infiammabili e potenzialmente esplosivi in determinate condizioni. Questo è il motivo per cui questa lettera aperta è indirizzata a:

1 – I tecnici africani della refrigerazione e del condizionamento dell’aria:

Attiriamo la vostra particolare attenzione perché abbiamo avuto a che fare con casi di morte ben documentati e gravi danni fisici in alcuni paesi africani, a causa della cattiva gestione di questo tipo di refrigerante senza una formazione adeguata.

2 – I Governi africani, che ci auguriamo possano:

  • Emanare normative più severe nel settore della refrigerazione,
  • Stabilire un quadro normativo per l’importazione di gas refrigeranti HC e delle loro apparecchiature,
  • Promuovere campagne di sensibilizzazione sui pericoli legati agli impianti di refrigerazione e condizionamento contenenti gas refrigeranti HC, rendere obbligatorio per i tecnici della refrigerazione essere certificati sulle buone pratiche inerenti la gestione dei refrigeranti, l’installazione, la manutenzione e l’assistenza delle apparecchiature di refrigerazione.

3 – Alle Organizzazioni Internazionali:

Chiediamo il coinvolgimento delle Associazioni Nazionali degli Stakeholder della Refrigerazione e del Condizionamento per l’elaborazione di programmi per l’eliminazione e la gestione dei refrigeranti.

4 – Ai Costruttori di apparecchi chiediamo:

  • L’obbligo di formare i tecnici sull’installazione delle loro macchine,
  • Organizzare workshop di capacity building per i tecnici quando nuovi prodotti vengono immessi sul mercato.

Crediamo che con questa lettera possiamo aumentare la consapevolezza sulle questioni legate alla nuova generazione di refrigeranti. U-3ARC rimane disponibile a guidare tutte le parti interessate su questo argomento, perché il settore della refrigerazione e del condizionamento dell’aria è strategico per lo sviluppo socio-economico del nostro caro continente.

Pertanto, abbiamo il dovere di organizzarci per evitare problemi futuri nel continente africano.

Ouagadougou, 23 maggio 200
il Presidente, Madi Sakandé

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