Rallentano le pompe di calore, registrata una flessione delle vendite nel 2023

La crescita delle pompe di calore in Europa si è fermata: in 14 Paesi, nel 2023 è stato installato circa il 5% in meno di pompe di calore rispetto agli anni passati. Vendite comunque positive: rispetto al 2021, il segno “+” domina ancora con un 30% extra rispetto al passato.

Si tratta di un ostacolo significativo per gli sforzi dell’Unione Europea nel processo di decarbonizzazione del riscaldamento. Secondo le politiche più recenti, la Commissione mira a installare 60 milioni di pompe di calore entro il 2030. Manca tuttavia l’approvazione del Heat Pumps Action plan che crea questa incertezza: abbiamo di recente pubblicato un articolo a tal proposito.

Con l’attuale tasso di installazione di circa 3 milioni di pompe di calore all’anno, raggiungeremo soltanto circa 45 milioni di unità entro 6 anni. L’UE ha bisogno di un mercato delle pompe di calore in rapida crescita, non di uno in contrazione. E le prospettive non sono rosee. La Commissione ha messo in secondo piano il piano d’azione per le pompe di calore, ma non solo: alcuni Paesi hanno annacquato l’impatto delle normative, come la Germania, e ridotto finanziamenti cruciali, come recentemente annunciato in Francia. Sono necessari molti più sforzi per un cambiamento decisivo e per continuare la promettente crescita delle pompe di calore, ma l’Europa sembra tornare al “business as usual“, un trend che impedirebbe di raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica previsti per il 2050.

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