Da OzonAction riceviamo e pubblichiamo:
Dal 20 al 22 novembre 2024, si è svolto presso il Sierra Palms Resort di Freetown, in Sierra Leone, il workshop “National Ozone Unit and Customs Twinning Workshop & Border Dialogues” dedicato agli Stati dell’ECOWAS e alla regione del Nord Africa.
Organizzato dal Compliance Assistance Program (CAP) di UNEP OzonAction in collaborazione con l’Agenzia per la Protezione Ambientale della Sierra Leone, l’evento ha avuto l’obiettivo di rafforzare la cooperazione regionale nella lotta al commercio illegale di sostanze che riducono lo strato di ozono.
Rappresentanza e temi chiave
L’incontro ha visto la partecipazione di 48 rappresentanti provenienti da Egitto, Gambia, Ghana, Liberia, Nigeria, Sudan e Sierra Leone, creando uno spazio per lo scambio di strategie e pratiche per migliorare l’applicazione e la conformità al Protocollo di Montreal. Sono state affrontate questioni cruciali, come l’aumento del commercio illegale di ODS, le complessità nella gestione dei refrigeranti e le lacune nelle capacità di controllo.
Interventi e sfide
Patrick Salifu, Coordinatore Regionale UNEP per la rete anglofona africana, ha sottolineato l’importanza degli ufficiali doganali come difensori del Protocollo di Montreal, evidenziando la necessità di formazione istituzionalizzata, profilazione del rischio e collaborazione tra le parti interessate. L’Assistente Commissario della Sierra Leone, John B. Amara, ha ribadito il valore delle ispezioni di frontiera e della formazione, evidenziando però sfide come le reti di contrabbando e i costi della transizione.
Percorsi strategici
Tra le soluzioni discusse, l’integrazione dei controlli del Protocollo nei programmi di formazione doganale, l’implementazione di sistemi di permessi online connessi al sistema Asycuda World, la gestione dei refrigeranti sequestrati, e il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera per contrastare il traffico illecito.
