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Tunisia: nuove misure per il recupero e il riciclo dei gas refrigeranti

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Photo by Amine Mayoufi on Pexels.com

In occasione della Giornata Mondiale della Refrigerazione, celebrata il 26 giugno, le autorità tunisine hanno annunciato nuove iniziative per migliorare il recupero, il riciclo e il riutilizzo dei gas impiegati nei sistemi di condizionamento e refrigerazione. L’obiettivo principale è duplice: ridurre le importazioni – che ammontano a circa 700 tonnellate l’anno – e tutelare l’ambiente.

I gas in questione, principalmente HCFC, sono ampiamente utilizzati in frigoriferi domestici, impianti di climatizzazione e veicoli, ma sono anche noti per i loro effetti nocivi sull’ozono e sul clima. Come dichiarato da Youssef Hammami, coordinatore dell’Unità Nazionale Ozono presso l’Agenzia nazionale tunisina per la protezione dell’ambiente (ANPE), la Tunisia sta implementando un sistema nazionale per il recupero, la purificazione e il riutilizzo dei gas esausti su apparecchiature ancora in uso.

La strategia rientra negli impegni presi nell’ambito del Protocollo di Montreal, che prevede la dismissione entro il 2030 delle apparecchiature con oltre 15 anni di età. Il programma nazionale prevede inoltre la fornitura di nuove attrezzature a 19 aziende del settore, la formazione dei tecnici e la promozione di refrigeranti naturali e a basso impatto ambientale.

Dal 2012, la Tunisia ha già ridotto del 60% il consumo di HCFC, evitando l’emissione di circa 800.000 tonnellate di CO₂ equivalenti. Sono stati anche formati 140 esperti e potenziati 11 centri di formazione tecnica. Resta da adottare un nuovo quadro normativo, la cui proposta è già stata presentata.

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