
L’Environmental Investigation Agency (EIA) ha reso noto un nuovo caso di traffico illecito di refrigeranti che ha coinvolto attività di contrabbando transfrontaliero e vendite non autorizzate attraverso piattaforme online. L’episodio mette in evidenza le falle nei controlli e i rischi ambientali legati a un mercato parallelo che sfugge alle normative.
Secondo i documenti giudiziari, tra luglio e ottobre 2022 Michael Hart, residente a San Diego, ha introdotto negli Stati Uniti bombole di idrofluorocarburi (HFC) e idroclorofluorocarburi (HCFC) acquistate in Messico, rivendendole poi tramite piattaforme come OfferUp e Facebook Marketplace. Il margine era considerevole: canister comprati a circa 130-140 dollari venivano rivenduti a oltre 270 dollari l’uno. Complessivamente, Hart avrebbe piazzato almeno 94 bombole, tra cui R-22, R-410A, R-404A e R-134a, equivalenti a un potenziale impatto climatico di 2.840 tonnellate di CO₂, pari alle emissioni annuali di oltre 600 auto a benzina. Fermato nell’ottobre 2022 da un agente della dogana statunitense, Hart trasportava dieci bombole di Freon 404A etichettate in modo irregolare e prive delle necessarie autorizzazioni EPA.
Condannato nel febbraio 2025, Hart ha ricevuto una pena di un anno di libertà vigilata, la restituzione di 1.500 dollari e il riconoscimento della detenzione già scontata. L’EIA ha sottolineato come questo caso dimostri i rischi delle vendite online non certificate, che consentono di aggirare controlli e norme ambientali. Prezzi anomali, etichette scorrette e assenza di documentazione sono alcuni degli indicatori che gli operatori del settore devono saper riconoscere. L’agenzia invita a una maggiore vigilanza lungo tutta la catena HVACR per prevenire il commercio illegale di refrigeranti e garantire il rispetto delle normative ambientali.