Quarant’anni fa, a Vienna, prese vita uno dei più straordinari esempi di cooperazione internazionale mai realizzati: la Convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono. Firmata da tutti i Paesi del mondo, fu il primo trattato universale dedicato alla tutela ambientale e aprì la strada al successivo Protocollo di Montreal, che regolamenta le sostanze responsabili della riduzione dell’ozono.
La più recente campagna celebrativa di UNIDO, 40 Years – 40 Voices, ha iniziato a proporre pochi giorni fa gli interventi di alcuni dei principali attori impegnati attualmente nel progetto: tocca desso a Madi Sakandé, Presidente dell’Associazioe Panafricana U-3ARC e docente da oltre dieci anni del Centro Studi Galileo.
Nel suo Intervento, il dott. Sakandé ha parlato dei “pilastri nascosti” che uniscono tutti i 17 SDG, Sustainable Development Goals, o Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, obiettivi globali adottati dalle Nazioni Unite nel 2015 all’interno dell’Agenda 2030
Il Protocollo nacque grazie al lavoro della comunità scientifica, che fin dagli anni ’50 ha monitorato costantemente l’atmosfera. Proprio l’osservazione di lungo periodo in Antartide rese evidente un fenomeno inedito: il progressivo assottigliamento dello strato di ozono, legato alle emissioni di CFC e altre sostanze chimiche. Quella che inizialmente apparve come un’ipotesi ardita si rivelò invece una verità scientifica incontrovertibile, portando alla rapida mobilitazione della comunità internazionale.
Oggi, a distanza di quattro decenni, il lavoro avviato allora continua nei centri di ricerca di tutto il mondo. Le reti di monitoraggio misurano costantemente i livelli complessivi di ozono atmosferico, le radiazioni ultraviolette e le concentrazioni dei gas serra e delle sostanze lesive dell’ozono. Queste attività consentono di individuare eventuali emissioni inattese e di lanciare tempestivi allarmi globali. Con il cambiamento climatico che incide profondamente sulla composizione dell’atmosfera e con i buchi dell’ozono che si ripresentano ciclicamente sopra l’Antartide, la sorveglianza resta fondamentale. Il Protocollo di Montreal, celebrato oggi per i suoi 40 anni, rappresenta non solo un successo storico, ma anche un monito: solo grazie a un impegno condiviso e continuativo sarà possibile affrontare le sfide ambientali che ci attendono.