Durante la prima edizione della Conferenza Internazionale sulla Popolarizzazione della Refrigerazione in Africa (CIVUFA), tenutasi il 12 novembre 2025 a Ouagadougou, il Professor Marcello Collantin (Centro Studi Galileo) ha rilasciato un’importante intervista che ha posto al centro del dibattito il ruolo decisivo della catena del freddo per lo sviluppo sostenibile del continente. L’evento, organizzato dall’U-3ARC con la partecipazione di istituzioni internazionali e partner tecnici come il Centro Studi Galileo, ha riunito oltre 300 esperti da 23 Paesi per definire le priorità future del settore RAC.
Nel suo intervento, il Professor Collantin ha evidenziato come una catena del freddo efficiente rappresenti una leva strategica per contrastare lo spreco alimentare, fenomeno che in molte aree dell’Africa – e in altre regioni fragili del mondo – può raggiungere fino al 40% del raccolto. Una perdita che produce un doppio impatto negativo: da un lato riduce drasticamente la disponibilità di cibo, dall’altro genera ulteriori emissioni di CO₂ a causa del deterioramento dei prodotti non conservati correttamente. Per il Professor Collantin, questo circolo vizioso può essere spezzato solo intervenendo sull’intera filiera, riconoscendo che la “forza della catena coincide con quella del suo anello più debole”.
Secondo la sua analisi, il trasporto refrigerato costituisce oggi il punto più vulnerabile dell’infrastruttura del freddo africana. Anche quando lo stoccaggio iniziale avviene correttamente, la fase di trasporto verso mercati e centri urbani rimane spesso priva di un adeguato controllo delle temperature, innescando condizioni favorevoli alla proliferazione batterica. Il Professor Collantin ha sottolineato la necessità di sensibilizzare in modo più efficace gli operatori, in particolare gli autisti, sull’importanza del monitoraggio continuo, ricordando le difficoltà incontrate nell’introdurre strumenti semplici come registratori di temperatura durante i trasferimenti.
Il tema della formazione è stato al centro della conclusione dell’intervista. Il Professor Collantin ha richiamato il bisogno urgente di tecnici qualificati nel settore della refrigerazione, sia nei Paesi africani sia in Europa. Ha inoltre citato il ruolo del Centro Studi Galileo, descritto come “la principale organizzazione per la formazione e la certificazione degli operatori del freddo”, la cui presenza e collaborazione in Africa rappresentano un passo essenziale per accrescere competenze locali e favorire lo sviluppo di una generazione di nuovi specialisti del settore.
