
Il recente intervento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica segna un passaggio rilevante nel percorso di diffusione della geotermia a bassa entalpia in Italia, intervenendo su uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore: la complessità degli iter autorizzativi. L’obiettivo del decreto è rendere più accessibile l’installazione degli impianti geotermici a servizio di edifici e attività produttive, valorizzando una tecnologia già consolidata ma ancora marginale nel panorama nazionale.
Il provvedimento introduce un quadro normativo più uniforme, riducendo la frammentazione tra contesti regionali e allineando le procedure ai regimi amministrativi già previsti per le fonti rinnovabili. In questo modo, si punta a garantire maggiore certezza agli operatori e a ridurre i tempi di realizzazione degli impianti, creando condizioni più favorevoli alla loro diffusione.
Tra gli elementi operativi più rilevanti, il decreto ridefinisce le soglie di accesso ai diversi regimi autorizzativi. Gli impianti di piccola taglia, fino a 50 kW, rientrano ora nell’attività libera, mentre quelli fino a 500 kW possono essere realizzati tramite Procedura Abilitativa Semplificata (PAS). Vengono inoltre chiariti i limiti tecnici relativi alla profondità e alle caratteristiche delle sonde geotermiche, ampliando il perimetro delle applicazioni realizzabili con procedure snelle.
Particolare attenzione è rivolta agli impianti a circuito chiuso, che utilizzano il sottosuolo come scambiatore termico senza prelievo di fluidi. Si tratta di soluzioni idonee per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici, caratterizzate da continuità operativa ed elevata efficienza energetica. Nonostante questi vantaggi, la loro diffusione è rimasta finora limitata anche per ragioni autorizzative, che il decreto mira a superare.
Per il settore HVAC/R, le nuove disposizioni rappresentano un’opportunità concreta, soprattutto in integrazione con pompe di calore e sistemi di gestione energetica avanzati. La semplificazione normativa potrà favorire l’impiego della geotermia in edifici ad alta efficienza, interventi di riqualificazione e applicazioni con fabbisogni termici costanti, pur rimanendo centrale il ruolo delle competenze progettuali e della capacità del mercato di integrare queste soluzioni in un approccio energetico sistemico.