Thermometer reading above 40°C in beach sand

L’IMPATTO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SUL SETTORE ENERGETICO: DOMANDA DI RAFFRESCAMENTO DESTINATA AD AUMENTARE SENSIBILMENTE

Thermometer reading above 40°C in beach sand
A beach thermometer rises above 40°C, highlighting the intense summer heat.

Da ASSOCLIMA pubblichiamo:
È stato recentemente pubblicato dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici (NUCC) uno Studio dal titolo “𝗟’𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲”.

Il documento si concentra sugli effetti del cambiamento climatico e fornisce 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗿𝗶𝘇𝘇𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼.

Un capitolo intero è dedicato alla 𝗺𝘂𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. L’aumento delle temperature ridurrà il fabbisogno di riscaldamento invernale, stimato in calo dell’8% al 2030, ma farà crescere in modo consistente quello di raffrescamento estivo, con 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟬% 𝗻𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟯𝟬% 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼. Ne deriva un incremento dei consumi finali di circa 14 TWh al 2030 e uno spostamento del picco di domanda verso l’estate, in crescita di circa 4 GW.

Coerentemente con quanto anche Assoclima sta evidenziando, l’innalzamento delle temperature sposterà il fabbisogno verso il raffrescamento e, secondo il NUCC, valorizzerà gli 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂 𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘂𝗰𝗿𝗼 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶, dall’isolamento avanzato ai tetti riflettenti, dalla ventilazione naturale alle pompe di calore.

Sarà sempre più urgente 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 attraverso gli HDD (Heating Degree Days) e di raffrescamento secondo i CDD (Cooling Degree Days).

Interessante, infine, evidenziare gli investimenti di Terna che sono contenuti nel Piano di Sviluppo 2025 e che sono richiamati anche in questo documento. In sintesi, si ricorda come l’azienda abbia programmato 𝟮𝟭 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟯𝟰 con un focus specifico su: potenziamento delle interconnessioni, sviluppo della capacità di accumulo e dell’integrazione delle fonti rinnovabili, digitalizzazione della rete e sistemi di automazione per il controllo in tempo reale.

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Questi investimenti saranno destinati non solo a garantire la 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 e l’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, ma anche a 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 e le nuove vulnerabilità derivanti dai cambiamenti climatici. Da capire ora come la Presidenza del Consiglio dei Ministri valuterà queste preziose indicazioni.

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