Clima. Dagli Stati Uniti annuncio choc: “Entro il 2030 elimineremo le emissioni del 32%”

MTE4MDAzNDEwNzg5ODI4MTEwClean Power Plan: così il presidente Statunitense Barack Hussein Obama intende ridurre in quindici anni il 32% delle emissioni in atmosfera. Il dato è paragonato alle emissione del 2005 e, per gli amanti dei dati, significa ben 87 milioni di emissioni di carbonio in meno!
Il Clean Power Plan nasce dall’esigenza di un contrasto rapido ai cambiamenti climatici.
Quale impatto avrà sulla salute dei cittadini il cambiamento? Obama parla di una riduzione del 90% delle morti legati alle emissioni  e ogni statunitense risparmierà circa 85 dollari all’anno sui consumi di luce e gas.
Quello che il Presidente ha definito «Il più grande e importante passo mai intrapreso per combattere i cambiamenti climatici» comprenderà certamente la chiusura di centinaia di centrali elettriche a carbone innescando una combinazione di fattori che porterà ad una straordinaria impennata della produzione di energia attraverso fonti rinnovabili.
Il piano di Barack Obama ha ricevuto per primo il plauso del Commissario Europeo per l’energia Miguel Arias Canete che tramite un tweet ha definito l’iniziativa un «passo positivo verso un impegno autentico da parte degli Stati Uniti per tagliare le emissioni».
Lo stesso Obama nella conferenza stampa di presentazione ha dichiarato:
«Nulla minaccia di più il nostro futuro e quello delle nuove generazioni del cambiamento climatico. Se non affrontiamo nel modo giusto il problema dei cambiamenti climatici potremmo passare il punto di non ritorno. Abbiamo un solo pianeta, non esiste un piano B. Non posso pensare che i miei nipoti non possano nuotare alle Hawaii perchè non abbiamo fatto abbastanza quindi è ora di fare qualcosa di giusto, qualcosa per noi tutti. Il cambiamento climatico non riguarda solo il futuro dei nostri figli e nipoti, ma è una realtà già oggi; un rischio immediato per la sicurezza nazionale. Ci sono tempeste sempre più violente, incendi sempre più frequenti, i ghiacciai si stanno riducendo e questo cambia la geografia del nostro pianeta” e conclude “Siamo la prima generazione a sentire l’impatto del cambiamento climatico e l’ultima generazione che può fare qualcosa per combatterlo”

Fonti: The Washington Pos, La Stampa, Corriere della Sera

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