Pompe di calore in Europa: un aumento di vendite del 4,4% nel 2017

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La filiera Europea delle pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento si appoggia da molti anni su un mercato solido. Secondo EurObserv’ER, più di 3,5 milioni di sistemi sono stati venduti nell’Unione Europea durante l’anno 2017, ossia il 4,4% in più rispetto al 2016. Questa crescita sarebbe potuta essere maggiore se non si fosse registrata una flessione del mercato italiano, principale mercato europeo, il cui volume di vendite è rivolto essenzialmente ai bisogni del raffrescamento. Si tratta principalmente di sistemi aria-aria, che coprono l’essenziale delle vendite (3,1 milioni di sistemi su 3,5 milioni in totale).

Sul totale, circa un terzo dei sistemi di pompe di calore sono destinati a coprire i bisogni di riscaldamento. I due terzi restanti sono rappresentativi dei bisogni di raffrescamento nei paesi a clima caldo (Italia, Spagna, Portogallo e sud della Francia). Un’analisi più dettagliata per paesi mostra che la dinamica di questo segmento di mercato è molto più positiva sulla maggior parte dei principali mercati di pompe di calore (+8,9% in Francia, +15,4% in Spagna, +12,1% in Portogallo, +52,1% in Belgio, +65,9% in Danimarca).

La percentuale europea risulta più bassa per la minor performance del mercato italiano (-7,2% rispetto al 2016) il quale coprendo il 45% del mercato, incide considerevolmente sulle cifre globali dell’Unione Europea. L’incidenza negativa è dovuta all’effetto di saturazione dopo la fortissima crescita registrata nel 2016 causata da una estate particolarmente calda. L’aumento dei bisogni di comfort estivo è attualmente il principale motore del mercato in Francia, Spagna e Portogallo. Tuttavia anche il mercato legato al bisogno di riscaldamento resta positivo in alcuni paesi in alcuni come la Danimarca.

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Per quanto riguarda le tendenze future, secondo l’EHPA, il tasso di penetrazione delle pompe di calore nelle nuove abitazioni  è del 96%, 91% e 87% in Norvegia, Svezia e Finlandia. In altri paesi come la Francia o l’Austria il tasso si aggira intorno al 35%. E’ però il mercato legato alla sostituzione dei vecchi impianti con quelli di nuova generazione quello dal quale si attendono i potenziali di crescita maggiore.

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