Bombole gas refrigeranti illegali: come riconoscerle e possibili rischi

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota informativa di General Gas. Il volantino informativo in formato PDF è scaricabile al seguente link.

Stiamo verificando una massiccia presenza sul mercato nazionale di contenitori non conformi e/o di prodotto importato illegalmente, ovvero non coperto da regolari quote F-Gas d’immissione sul territorio Europeo, come previsto dal Regolamento Europeo n° 517/2014.
Il fenomeno è decisamente preoccupante, in quanto genera seri rischi sia per l’ambiente che per la sicurezza di tecnici e utilizzatori finali.
Le vendite illegali sembrano impattare in maniera particolarmente eclatante nel settore del condizionamento auto (R134a), ma anche i mercati della refrigerazione (R404A) e del condizionamento residenziale (R410A) non sembrano esenti da questa pratica criminale.
Presumibilmente questi contenitori, essendo venduti tramite canali paralleli, ovvero non ufficiali, sono anche messi a disposizione di personale e aziende non dotate di regolare certificazione F-Gas.

A che rischi andiamo incontro, a livello impiantistico, utilizzando refrigerante illegale?
Forniamo un esempio per il gas R134a, le cui importazioni illegali hanno raggiunto livelli inaccettabili. Molte problematiche sono ovviamente applicabili anche ad altri gas, quali R410A e R404A.
Lo Standard Qualitativo Internazionale per i fluidi refrigeranti è AHRI700-2017.
Tale standard prevede i seguenti requisiti:
R134a:
· Purezza > 99,5 % (purezza misurata su fase liquida)
· Umidità < 10 ppm di acqua
· Acidità < 1 ppm di HCl ( acido cloridrico )
· Non condensabili = Aria < 1,5% nella fase vapore
· Prodotti Clorurati > assenti
· Prodotti altobollenti < 0.01 % ( percentuale in volume o in peso)
· Particolato solido, visivamente assente

Cause che generano la presenza degli inquinanti sopra indicati:
1. L’R134a illegale arriva essenzialmente dalla Cina, e in specifico da trader (non direttamente dai produttori) che esportano gli F-Gas senza richiedere all’importatore la certificazione attestante il possesso di regolari quote d’importazione sul territorio EU. In altri casi è acquistato da operatori che si collocano al di fuori dei confini EU28 e contrabbandato con mezzi atipici (nascosto in furgoni/camion, pescherecci ecc.)
2. Per diminuire il costo di produzione, l’R134a è spesso miscelato con :
a) Isobutano: ha una tensione di vapore simile ed è un idrocarburo infiammabile ed esplosivo
b) Propano: ha una tensione di vapore maggiore dell’R134a ed è un idrocarburo infiammabile ed esplosivo
c) R22: è un gas frigorigeno ancora utilizzato in Cina e al di fuori dei confini EU, anche se con quantità decrescenti. E’ disponibile in abbondanza ed a bassissimo costo. E’ caratterizzato da una tensione di vapore maggiore dell’R134a ed è un HCFC ozonolesivo (quindi vietato in EU)
3. L’umidità del gas illegale varia da 20ppm a 100 ppm, ovvero da 2 a 5 volte il valore limite da specifica internazionale AHRI700. Questo problema è dovuto alla effettuazione di una scarsa operazione di bonifica della bombola effettuata con una messa in vuoto non sufficiente o completamente assente.
4. L’acidità del gas è spessissimo molto alta, maggiore di 3-8 ppm e Il refrigerante o i suoi componenti sono refrigeranti di scarsa qualità venduti da trading company cinesi
5. I gas incondensabili presenti nel gas illegale superano il 4-6% nella fase vapore; questo problema è generato da una scarsa/insufficiente operazione di bonifica della bombola a mezzo di messa in vuoto non sufficiente o non effettuata.
6. Prodotti altobollenti: sono presenti stante la scarsa qualità del refrigerante venduto dalle trading company

Problemi generati dalla presenza degli inquinanti sopraindicati:
1. La presenza di Isobutano nell’R134a illegale fa diventare il gas fortemente infiammabile ed esplosivo. La tensione di vapore (pressione misurabile nella bombola) è simile a quella dell’R134a quindi non è possibile verificare la sua presenza nell’R134a misurando la pressione presente nella bombola e confrontandola con la temperatura della bombola stessa.
2. La presenza di Propano nell’R134a illegale fa diventare il gas fortemente infiammabile ed esplosivo; inoltre la tensione di vapore (pressione misurabile nella bombola) è superiore a quella dell’R134a e quindi il compressore del circuito frigorigeno si guasta dopo alcune ore di funzionamento, alcune volte dopo qualche giorno di funzionamento.
3. La presenza di R22 nell’R134a illegale genera una tensione di vapore (pressione misurabile nella bombola) superiore a quella dell’R134a e quindi il compressore del circuito frigorigeno va in blocco dopo poche ore di funzionamento. Se la quantità di R22 nell’R134a è limitata, il compressore va in blocco o si guasta dopo alcune settimane di funzionamento.
4. L’umidità presente nel R134 illegale genera acidità alle elevate pressioni e temperature di fine compressione; l’acidità corrode i componenti del circuito ed in special modo il compressore. Quantità limitate di umidità in eccesso, generano morchie nell’olio utilizzato per lubrificare il compressore. Le morchie fanno grippare il compressore dopo alcuni giorni di funzionamento
5. I gas incondensabili presenti nell’R134a illegale fanno aumentare la pressione di condensazione e quindi la temperatura di fine compressione: il compressore si danneggia molto prima del previsto
6. I Prodotti altobollenti presenti nell’R134a illegale si miscelano nell’olio diminuendo il suo potere lubrificante e generando il grippaggio del compressore entro poche settimane.

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