La Commissione UE esorta la Germania a conformarsi alla sentenza sugli impianti mobili di condizionamento d’aria

administration-architecture-berlin-109629La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti della Germania per non essersi conformata alla sentenza sugli impianti mobili di condizionamento dell’aria.
Nel 2015 la Commissione decise di deferire la Germania alla Corte di giustizia dell’Unione europea per l’uso dell’R134a come refrigerante per le autovetture. A causa del suo potenziale di riscaldamento globale (GWP) pari a 1300, l’impiego di tale gas era stato vietato nei nuovi modelli di automobili dalla direttiva 2006/40/CE, nota come MAC (Mobile Air Condition systems). La direttiva prevede che, dal 1º gennaio 2011, gli impianti di condizionamento d’aria di nuovi veicoli omologati usino un refrigerante con un impatto ridotto sull’ambiente, vietando l’utilizzo di gas fluorurati ad effetto serra con un GWP superiore a 150.
La notizia è stata divulgata da una nota pubblicata sul sito della Commissione Europea: “La Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora alla Germania in quanto tale paese non si è conformato a una sentenza della Corte di giustizia dell’UE (Commissione/Germania, C-668/16). Nel dicembre 2015 la Commissione ha deciso di deferire la Germania alla Corte per l’uso come refrigerante per le autovetture di un gas a effetto serra vietato. Il 4 ottobre 2018 la Corte ha stabilito che la Germania è effettivamente venuta meno al suo obbligo di applicare la direttiva quadro dell’UE (direttiva 2007/46/CE) e le norme dell’UE in materia di impianti mobili di condizionamento d’aria (direttiva 2006/40/CE sugli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore). La direttiva sugli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore vieta l’uso di refrigeranti con un potenziale di riscaldamento globale superiore di 150 volte a quello di CO2 ed esclude alcuni gas fluorurati ad effetto serra. Le autorità nazionali di omologazione hanno l’obbligo di certificare che un veicolo soddisfa tutti i requisiti dell’UE in materia di sicurezza, ambiente e produzione, compresi quelli relativi agli impianti mobili di condizionamento d’aria, prima di autorizzarne l’immissione sul mercato dell’UE. Secondo la sentenza della Corte, le autorità tedesche di sorveglianza del mercato (Kraftfahrt-Bundesamt, KBA) sono venute meno agli obblighi a esse incombenti in forza della direttiva quadro, in quanto hanno consentito al costruttore automobilistico Daimler AG di immettere sul mercato dell’UE autoveicoli che non erano conformi alla direttiva sugli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore e, in seguito, non hanno adottato provvedimenti correttivi, né hanno sanzionato il costruttore. Il 24 luglio la Germania ha informato la Commissione di aver imposto alla Daimler di richiamare i veicoli e di aver avviato una procedura sanzionatoria. La Commissione sta attualmente valutando le informazioni ricevute dalle autorità tedesche e, con questa lettera di costituzione in mora, chiede ulteriori informazioni sulle misure adottate per conformarsi alla sentenza della Corte. Le autorità tedesche dispongono ora di 2 mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione. In caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire la Germania alla Corte di giustizia dell’UE“.

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