UNIDO esprime soddisfazione per il ruolo attivo dell’Italia

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Con un lungo articolo pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia, UNIDO ha espresso grande soddisfazione per lo stretto rapporto di collaborazione con l’Italia, impegnata in prima linea per aiutare le economie emergenti e in via di sviluppo a intraprendere percorsi di crescita economica inclusivi e sostenibili: per il settore HVAC/R, fondamentale il ruolo del Centro Studi Galileo.

Negli ultimi anni, lo stato italiano e UNIDO, United Nations Industrial Development Organization, hanno sviluppato uno stretto e intenso rapporto di collaborazione, costruendo una fitta rete operativa in numerosi settori.

L’Italia, tra i principali sostenitori di UNIDO, è estremamente attiva tanto in Nordafrica quanto in Medio Oriente, e sta attivamente contribuendo con numerosi progetti pubblici e privati a migliorare le condizioni di vita dei paesi sotto l’egida dell’Agenzia, orientando i suoi sforzi su numerosi obiettivi quali la riqualificazione del potere economico di giovani e donne, la creazione di nuove opportunità di lavoro e il potenziamento del settore industriale, sempre ottimizzando i criteri di inclusività sociale e di sostenibilità ambientale che UNIDO supporta.

Per quanto concerne il settore HVAC/R, UNIDO ha collaborato negli ultimi anni con numerosi soggetti privati, in particolar modo il Centro Studi Galileo: solo nel corso del 2019, il centro ha organizzato corsi di formazione internazionale destinati a Tecnici del Freddo provenienti da Tunisia, Argentina, Sudan e Somalia, fornendo ai partecipanti competenze che potranno trasmettere a loro volta ai loro colleghi una volta rientrati in patria, contribuendo a potenziare il tessuto industriale. In particolar modo, il corso destinato ai Tecnici somali è stato realizzato in collaborazione con la fondazione turca ISKAV, che ha fornito la struttura in cui si sono tenute le lezioni.

Tra gli altri progetti, Italia e UNIDO hanno collaborato attivamente su diversi progetti, tra i quali UNIDO ha voluto ricordare:

  • Il potenziamento dei criteri di inclusività e sostenibilità dell’industria del caffè etiope, realizzato unendo collaborazioni virtuose tra pubblico e privato, sviluppando formazione qualificata e costruendo strategie di comunicazione e integrate in modelli di business di ampie vedute;
  • La modernizzazione dell’industria del cotone in Egitto, sempre sviluppando sostenibilità e inclusività: il progetto in questo caso è stato incentrato sul potenziamento dei sistemi preesistenti, con un forte supporto da parte delle istituzioni, promuovendo ricerca scientifica e migliorando tanto la qualità dei tessuti quando i mezzi di produzione industriale.
  • Valorizzare il ruolo delle donne, dando loro potere e indipendenza, in Medio Oriente e Nord Africa: questo sarà ottenuto costruendo nuovi ambienti di lavoro, riducendo le barriere finanziarie, potenziando le possibilità delle donne di accedere al mercato e incrementandole opportunità delle donne di ricoprire ruoli di leadership nel settore industriale.
  • Gestione del Phase Out degli HCFC in Messico, come parte integrante dell’impegno preso dal governo messicano in merito al Protocollo di Montreal.
  • Favorire le assunzioni dei giovani, in Tunisia, tramite lo sviluppo dell’imprenditoria in quattordici regioni vulnerabili. I corsi di formazione e la valorizzazione del capitale umano sono tra i punti cardine del progetto, sempre orientato al rispetto dei criteri ambientalisti, inclusivi e sostenibili di UNIDO.

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