CAREL: APPROVATI I RISULTATI AL 31 MARZO 2020 RICAVI IN LINEA CON IL PRIMO TRIMESTRE DEL 2019

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Da Carel riceviamo e pubblichiamo
Il Consiglio di Amministrazione di Carel Industries S.p.A ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2020, con ricavi consolidati in sostanziale continuità rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2019.

Financial Highlights

  • Ricavi consolidati pari a Euro 78,7 milioni, -1,7% rispetto ai primi tre mesi del 2019.
  • EBITDA consolidato pari a Euro 14,4 milioni (18,2% dei ricavi d’esercizio), -8,7%, rispetto ai primi tre mesi del 2019;
  • Risultato netto consolidato pari a Euro 7,6 milioni, -14,1% rispetto ai primi tre mesi del 2019;
  • Posizione finanziaria netta consolidata negativa pari a Euro 61,9 milioni, in continuità rispetto a 62,1 milioni di Euro al 31 dicembre 2019

Dichiarazione dell’Amministratore Delegato
Francesco Nalini, Amministratore Delegato del Gruppo, ha dichiarato: “Il primo trimestre dell’anno è stato caratterizzato dalla diffusione del COVID-19 fino al livello di pandemia che ha comportato tra l’altro il cosiddetto “lock-down” in diverse aree della Cina e quindi la temporanea chiusura dell’impianto del Gruppo situato presso Suzhou. A ciò si è successivamente aggiunta la chiusura temporanea del principale hub produttivo di CAREL, localizzato in provincia di Padova. Nonostante gli impatti negativi derivanti da tali fenomeni, che hanno pesato tra i 6 e i 7 milioni di euro sui risultati del trimestre, il Gruppo ha fatto registrare al 31 marzo 2020 ricavi pari a circa 79 milioni di Euro, sostanzialmente in linea con il primo trimestre del 2019, a dimostrazione dell’importante resilienza del suo portafoglio di business e della propria footprint produttiva. L’EBITDA si attesta a più di 14 milioni di Euro, con una profittabilità pari al 18,2% (EBITDA su ricavi), circa un punto percentuale inferiore rispetto alla profittabilità rilevata a fine 2019. Ciò è principalmente dovuto ad un minore effetto della leva operativa parzialmente compensato da alcune azioni di contenimento dei costi discrezionali. Sul fronte finanziario si registra un debito netto stabile rispetto al 31 dicembre 2019 grazie alla robusta generazione di cassa che ha coperto sia gli investimenti che l’aumento del circolante, quest’ultimo legato alla stagionalità dei crediti commerciali. Tali risultati dimostrano la capacità delle donne e degli uomini di CAREL di reagire con velocità ed impegno a situazioni particolarmente sfidanti. Rappresentano, inoltre un elemento di solidità e fiducia a fronte di un anno che si preannuncia ancora non facile e caratterizzato da una probabile contrazione della domanda globale a seguito dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.”

Ricavi
I ricavi consolidati ammontano a Euro 78,7 milioni, rispetto agli Euro 80,1 milioni al 31 marzo 2019, con una leggera contrazione pari all’1,7%.  Tale contrazione è interamente attribuibile agli effetti del lock-down cinese e della chiusura dell’hub produttivo italiano del quantificabili in circa 6-7 milioni di euro, a seguito della diffusione della pandemia denominata COVID-19. Gli effetti dei vari lock-down che a partire da febbraio si sono susseguiti con diversi profili temporali in diverse aree geografiche del pianeta sarebbero potuti essere ancora più significativi se il Gruppo non avesse prontamente reagito sfruttando le particolari caratteristiche di flessibilità del proprio portafoglio impianti, in particolare: la localizzazione dei medesimi in quasi tutti i continenti e il fatto di poter produrre una parte rilevante delle piattaforme di prodotti CAREL contemporaneamente in almeno due stabilimenti. Ciò ha permesso di spostare alcune produzioni da uno stabilimento ad un altro limitando quindi l’ulteriore crescita del back-log, rispetto a quella che si è effettivamente verificata. Il back-log esistente sarà in ogni caso parzialmente riassorbito nel corso dei prossimi mesi. Per quanto riguarda l’effetto dei cambi, quest’ultimo è stato neutro sul trimestre.    L’area geografica che ha registrato il maggior incremento in termini percentuali (+2,8%) è l’EMEA (Europa, Medio-Oriente, Africa) che pesa circa per il 70% dei ricavi del Gruppo. I fenomeni sottesi a tale performance sono principalmente legati ad una forte accelerazione del settore refrigerazione rispetto al 2019 e allo sviluppo della presenza di CAREL nell’Europa orientale. L’APAC (Asia-Pacific) registra invece una decrescita del 17,5% interamente attribuibile agli effetti del sopracitato lock-down, quantificabili in circa 3 milioni di euro. Nelle Americhe, si registrano andamenti contrastanti: in Sud America, al netto degli effetti negativi derivanti dal cambio valutario, si riporta infatti una crescita del 4,7% che segue la crescita a doppia cifra riportata a fine 2019 e a cui contribuisce principalmente il Brasile. Il Nord America segna, invece, una contrazione dei ricavi pari all’8,3% dovuta a un fisiologico consolidamento dopo il forte incremento registrato nel 2019 (+20%) a cui si somma il peggioramento della situazione macro-economica a causa dell’emergenza sanitaria. Per quanto riguarda le singole aree di business, il già citato trend positivo della Refrigerazione, in particolare nell’area EMEA è dovuto principalmente all’accelerazione degli investimenti nel primo trimestre di quest’anno rispetto al 2019. La performance negativa dell’area HVAC è invece poco rappresentativa del reale andamento del mercato in quanto fortemente impattata in termini di mix dalla temporanea chiusura di alcuni degli impianti del Gruppo.

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