DIECI ANNI DALLA CERTIFICAZIONE F-GAS: È NECESSARIO IL RINNOVO

Da www.cepas.bureauveritas.it:
La certificazione dei tecnici del freddo – secondo il Regolamento di esecuzione Europeo 2015/2067, il DPR 146/18 e il Regolamento Europeo 517/2014 – nota comunemente come “patentino frigoristi” nel 2022 ha compiuto i suoi primi dieci anni.

Introdotta in quasi tutta Europa nel 2008 e recepita in Italia nel 2012, questa certificazione obbligatoria è fondamentale per identificare aziende e operatori autorizzati a maneggiare apparecchiature e tecnologie contenenti gas fluorurati. Si tratta di una famiglia di gas artificiali, impiegati in numerose attività industriali e da molte tecnologie come il condizionamento dell’aria, le pompe di calore, la refrigerazione o ancora come isolanti nelle connessioni della rete elettrica e in ambito elettronico e farmaceutico. Sebbene l’utilizzo degli F-Gas sia largamente diffuso, essi sono i più resistenti e duraturi tra i gas serra prodotti dalle attività umane: la loro capacità climalterante è tra le 2.000 e le 23.000 volte superiore a quella della CO2. Guardando all’Italia, emerge che il nostro Paese è al primo posto in Europa per diffusione degli F-Gas – con il 17% delle emissioni riconducibili all’uso di refrigerazione e aria condizionata – e il primo per emissioni legate alla refrigerazione commerciale, pari al 26% (Legambiente).

Dunque, dimostrare di saper gestire, manutenere e smaltire correttamente i macchinari che fanno uso di queste sostanze, è fondamentale per contenerne gli effetti. Inoltre, saper installare o revisionare nel modo giusto un macchinario significa garantire all’utilizzatore che quello strumento funzionerà nel migliore dei modi senza sprechi di energia, mitigandone anche così l’impatto ambientale. Professionisti e imprese abilitati, sono quindi chiamati a operare in un contesto complesso, contribuendo attraverso il loro lavoro al raggiungimento di traguardi europei quali la riduzione delle emissioni climalteranti e il miglioramento dell’efficienza energetica con l’utilizzo di tecnologie sempre più performanti. Tra queste ultime sono incluse le pompe di calore, il cui numero probabilmente raddoppierà nei prossimi anni per garantire il raggiungimento degli obiettivi al 2030 posti dalla Commissione europea (pacchetto “Pronti per il 55%”) che intende portare al 40-45% la quota di utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Ma, tornando al patentino, come aggiornare la certificazione in scadenza?
In primo luogo, occorre rivolgersi al proprio ente accreditato che ha emesso la prima certificazione per conoscere le modalità di svolgimento dell’esame di rinnovo.

Trattandosi di un rinnovo – decennale per i professionisti e quinquennale per le aziende – potrebbe essere utile prevedere la partecipazione a un corso che riprenda le nozioni fondamentali e che inquadri le modifiche tecnologiche e normative introdotte successivamente all’acquisizione della prima certificazione, specie se si considera che l’esame non è una semplice conferma delle competenze acquisite grazie all’esperienza e agli anni di lavoro, ma una verifica puntuale, sia nozionistica, sia pratica. L’esame, della durata di circa 3 ore, è infatti strutturato in due parti: la prima dedicata alla verifica della parte teorica, la seconda alla valutazione delle competenze pratiche. Una volta superato l’esame, il candidato sarà certificato come Personale Tecnico abilitato alle attività di installazione, riparazione, manutenzione, recupero, controllo delle perdite nelle apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento e Pompe di calore contenenti gas refrigeranti fluorurati ai sensi del Regolamento (CE) 2067/2015. A questo punto il suo nominativo sarà iscritto nell’elenco dei professionisti autorizzati sul Registro Fgas Nazionale. Dato che l’attestato è riconosciuto a livello europeo, il professionista sarà autorizzato a operare non solo in Italia ma su tutto il territorio dell’Unione.

Il patentino ha validità di 10 anni, da calcolare dalla data di rilascio del certificato. Per mantenere la certificazione durante tutto questo lasso di tempo occorrerà versare una quota annuale che verrà richiesta direttamente dall’ente certificatore e dimostrare la continuità professionale.

CEPAS supporta i propri clienti durante tutto il periodo di mantenimento della certificazione, con un team dedicato e un portale online specifico tramite il quale sarà possibile espletare le pratiche di sorveglianza annuale e tenere sempre monitorata la propria situazione.

In caso di esito positivo dell’esame di rinnovo, il nuovo certificato avrà decorrenza dal giorno successivo alla scadenza. Pertanto, in caso di esame svolto con anticipo, la prima certificazione resterà effettivamente attiva fino al suo naturale termine, senza “perdere” giorni di validità. Per questo motivo si raccomanda fortemente di muoversi con largo anticipo e di contattare il proprio Organismo di Valutazione del territorio.

Tra gli istituti di formazione e certificazione che possono affiancare i professionisti in questo percorso vi sono rispettivamente Centro Studi Galileo, che dal 1975 si occupa di ricerca e formazione nei settori del freddo, del condizionamento e delle energie rinnovabili, e CEPAS, ente di certificazione accreditato. La collaborazione tra i due enti, iniziata ancor prima dell’introduzione dell’obbligo di certificazione nel 2012, è pensata per garantire l’erogazione di formazione di alto livello e per affiancare il professionista in questo percorso di conferma e rinnovo delle competenze.

Rispondi