
Dopo il 2040, la normativa europea prevede che non sarà più possibile produrre o vendere caldaie a gas. Questo significa che chi deve sostituire un vecchio impianto di riscaldamento o installare un nuovo sistema in un nuovo edificio, non potrà più scegliere caldaie a gas. Tuttavia, il divieto non influirà su chi già possiede una caldaia a gas.
Questo rappresenta un ammorbidimento rispetto alla proposte iniziale, che prevedeva lo stop a partire dal 2029. Il cambio è stato richiesto dai Paesi che possiedono un parco edilizio importante di palazzi pubblici e amministrativi di vecchia concezione, i cui costi di adeguamento sarebbero stati ingestibili su un orizzonte temporale di soli 5 anni. La direttiva Case Green mira a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e a ridurre le emissioni di gas serra.
Secondo l’accordo, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030, obiettivo che viene anticipato al 2028 per i nuovi edifici occupati o di proprietà di autorità pubbliche.
Gli esperti legali stanno esaminando l’accordo politico raggiunto dal Parlamento e dal Consiglio prima dell’approvazione formale. La commissione industria del Parlamento ha programmato una votazione per il 23 gennaio 2024. Dopo due anni di colloqui, l’eurodeputato Seán Kelly si è detto felice e sollevato per l’accordo sull’EPBD, come evidenziato anche da Euractive.
Rimane in gioco una misura intermedia: gli Stati non potranno più offrire incentivi fiscali per l’acquisto e l’installazione di sistemi di riscaldamento a gas. Questi bonus dovrebbero terminare prima che entri in vigore il divieto effettivo, probabilmente già nel 2025. Tuttavia, rimarranno in vigore per gli apparecchi ibridi, come quelli che combinano caldaia e pompa di calore.
Diventeranno chiave anche i pannelli solari, con l’obiettivo di procedere a un elevatissimo numero di installazioni, dotando ogni nuovo edificio di questo tipo di impianti.