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PFAS, aggiornamenti sugli ultimi sviluppi da parte di ECHA e del governo francese

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Photo by Chokniti Khongchum on Pexels.com

Da AREA riceviamo e pubblichiamo:
Sono disponibili gli ultimi sviluppi in materia di politiche riguardanti la proposta di restrizione di ECHA relativa alle sostanze PFAS, nonché sulle disposizioni normative conseguentemente adottate in Francia.

Dall’analisi dei report relativi all’ultimo meeting di ECHA sono emersi una serie di punti chiave, raccolti in una serie di momenti salienti dell’evento.

Highlights del meeting ECHA

  • Il RAC, gruppo di lavoro sulle restrizioni all’interno del Comitato di valutazione del rischio di ECHA, ha tenuto un meeting interno il 4 marzo. Il gruppo di lavoro ritiene che l’attuale approccio di raggruppamento delle sostanze alla base della restrizione non sia sufficientemente giustificato alla luce dei nuovi dati presentati dai sottoscrittori del “dossier sulla persistenza”. Per quanto concerne l’approccio, i relatori hanno suggerito che la valutazione dovrebbe concentrarsi su elementi specifici del settore come volumi, emissioni, caratterizzazione del rischio e rischio di alternative. I relatori hanno inoltre presentato le loro conclusioni sulla mobilità, sul potenziale di trasporto a lunga distanza, sulla bioaccumulazione e sull’ecotossicità delle sostanze PFAS e hanno richiesto il sostegno del RAC.
  • Le riunioni plenarie dei comitati scientifici dell’ECHA si sono svolte dall’11 al 14 marzo. L’agenda ha previsto discussioni su valutazione del pericolo, ambito, approccio generale e tre settori: cosmetici, cere per sci e miscele per consumatori. Questo è il primo gruppo di prodotti da discutere, in linea con l’approccio settoriale annunciato dall’ECHA nei mesi precedenti.
  • Secondo i verbali, i Comitati scientifici hanno concordato sulle conclusioni sopra descritte dei gruppi di lavoro interni e proseguito le discussioni sui restanti argomenti legati ai rischi. Tra questi, i Comitati hanno provvisoriamente convenuto che ci sono prove limitate sulla tossicità dei PFAS polimerici, mentre i rischi legati al rilascio nell’ambiente di PFAS non polimerici (specialmente quelli dai fluoropolimeri, ad alto peso molecolare) devono essere ulteriormente valutati considerando gli utilizzi specifici e l’intero ciclo di vita. Questo include un’attenzione particolare alla produzione di fluoropolimeri e alla fase di smaltimento.
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La proposta di legge francese

  • Il 4 aprile, l’Assemblée Nationale francese ha adottato una proposta di legge per contrastare la circolazione delle sostanze PFAS nel paese. La legge francese è destinata a anticipare la restrizione proposta da ECHA, considerando il previsto lungo processo (se la proposta di ECHA passasse, le restrizioni non entreranno comunque in vigore fino al 2028).
  • Il disegno di legge vieta la produzione, l’importazione, l’esportazione e la promozione di un insieme di prodotti contenenti PFAS, tenendo conto della disponibilità di alternative. Originariamente, i prodotti interessati erano utensili da cucina e generi alimentari, tessuti, cere e cosmetici, ma i legislatori hanno votato a favore di un emendamento che esclude le pentole.
  • Il divieto sull’applicazione delle sostanze PFAS sugli articoli in questione è fissato per luglio 2025, mentre un divieto totale su altri usi è programmato per il 2027. Il progetto di legge prevede inoltre che il monitoraggio sanitario dell’acqua potabile includa controlli regolari sull’esposizione alle sostanze PFAS. Possono essere concesse deroghe, “strettamente proporzionate alla natura essenziale degli utilizzi”.
  • Il disegno di legge estenderebbe anche il principio del “chi inquina paga”, addebitando alle aziende l’inquinamento delle acque e introducendo una tassa sulle emissioni di PFAS nell’ambiente pari a 1000 € per ogni chilogrammo rilasciato.
  • Quanto ai prossimi passi, il disegno di legge sarà presto esaminato dal Sénat francese. Per dover di completezza, ricordiamo che, la Francia non è uno dei cinque paesi che hanno presentato il dossier restrittivo all’ECHA.

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