EHPA segnala un calo nella vendita delle pompe di calore nel 2024

Da EHPA pubblichiamo:
Le vendite di pompe di calore sono calate in media del 23% in 13 Paesi europei* nel 2024 rispetto al 2023, secondo i dati preliminari dell’European Heat Pump Association (EHPA).

Nel 2024, in questi 13 Paesi – che rappresentano circa l’85% del mercato europeo – sono state vendute 2 milioni di pompe di calore, rispetto ai 2,6 milioni del 2023. Questo porta il numero totale di unità installate a circa 26 milioni, rallentando così la transizione del mercato del riscaldamento dai combustibili fossili alle pompe di calore.

Il settore sta affrontando tagli ai posti di lavoro e una riduzione della produzione in Europa, dopo aver investito miliardi nel 2022 e 2023 per aumentare la capacità produttiva, rafforzare la sicurezza energetica europea e ridurre la dipendenza dal gas russo, con impianti ora sottoutilizzati. Questa situazione sta danneggiando la competitività del settore, proprio mentre i decisori politici cercano di sostenerla.

Ad oggi, almeno 4.000 posti di lavoro sono stati eliminati, mentre oltre 6.000 lavoratori sono stati colpiti da riduzioni di orario o altre misure. Nel complesso, il settore impiega circa 170.000 persone in Europa.

Secondo gli esperti nazionali, il calo è dovuto a tre fattori principali:

  1. Modifiche ai regimi di incentivi statali per le pompe di calore, che hanno minato la fiducia dei consumatori.
  2. Crisi economica e aumento del costo della vita, che ha ridotto gli investimenti nelle abitazioni.
  3. Prezzo basso del gas sovvenzionato, che rende meno conveniente il passaggio alle pompe di calore.

“Il settore delle pompe di calore sta attraversando una fase difficile, ma non è affatto al capolinea”, ha dichiarato Paul Kenny, direttore generale di EHPA. “I consumatori vogliono un riscaldamento pulito, case confortevoli e vogliono sostenere l’occupazione e l’indipendenza energetica in Europa. Non appena vedranno che questo è possibile grazie a politiche UE e nazionali favorevoli e a una tassazione che penalizza i combustibili fossili anziché le persone, dimostreranno la loro scelta orientandosi sulle pompe di calore.”

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“Contiamo sulla Commissione Europea e sui governi affinché agiscano nei prossimi mesi, mettendo le pompe di calore al centro del prossimo Clean Industrial Deal e supportando la leadership europea nelle tecnologie pulite,” ha aggiunto Kenny.

Tra i 13 Paesi analizzati, i cali più significativi si sono registrati in Belgio (-52%) e Germania (-48%), mentre il Regno Unito è stato l’unico a registrare una crescita (+63%), grazie a incentivi governativi efficaci.

I Paesi considerati sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Svezia e Regno Unito.

Nota metodologica:
EHPA ha effettuato una stima conservativa della percentuale di pompe di calore aria-aria utilizzate per il riscaldamento (e non solo per il condizionamento), quindi in grado di sostituire una caldaia a combustibili fossili. Le pompe di calore aria-aria rappresentano circa tra un terzo e la metà del mercato europeo delle pompe di calore.

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