Refrigeranti infiammabili: esplosione in un negozio in Niger

Da U-3ARC riceviamo e pubblichiamo:
Venerdì 28 marzo 2025, un’esplosione ha distrutto un negozio di elettrodomestici e condizionatori a Niamey, capitale del Niger. L’incendio è divampato intorno alle 13:30 e ha coinvolto apparecchiature contenenti refrigeranti R600, R32 e R290, gas a basso GWP ma infiammabili. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco, delle forze di polizia e dei tecnici Nigelec ha evitato conseguenze peggiori. I danni materiali sono rilevanti, ma non si registrano vittime.

Secondo quanto riportato da APFN, l’esplosione si aggiunge a una serie di incidenti simili che hanno coinvolto apparecchiature caricate con gas infiammabili. Per Madi Sakandé, presidente dell’associazione U-3ARC, questo nuovo evento conferma la mancanza di preparazione nel settore: «I nostri Paesi non sono pronti per gestire questi refrigeranti. C’è ancora molto da fare prima di permettere la diffusione su larga scala di apparecchiature potenzialmente pericolose».

L’Africa, dove il settore della refrigerazione è essenziale per lo sviluppo, necessita di infrastrutture adeguate prima di adottare in massa queste tecnologie. Secondo Sakandé, molti progetti vengono promossi da realtà esterne che non utilizzano ancora questi refrigeranti nei propri mercati. Serve quindi un approccio più graduale e consapevole.

Le associazioni di settore chiedono un impegno concreto in formazione tecnica, dotazione di strumenti adeguati e campagne di sensibilizzazione. Dja Nsob Ndeudji Tchoua, presidente dell’APFCC, sottolinea che il pericolo è amplificato dall’ignoranza diffusa sui rischi connessi: molti utenti e tecnici non sono consapevoli dell’infiammabilità di questi gas, abituati com’erano a refrigeranti inerti.

L’adozione dei nuovi refrigeranti richiede quindi non solo aggiornamenti normativi, ma un deciso investimento nella sicurezza e nella preparazione degli operatori.

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